Ultrasuoni per curare i tumori, dottoressa radiata dall'Ordine: rischia il processo

Smascherata da un servizio delle Iene, Alba Veronica Puddu è accusata di omicidio 

LANUSEI. Bisognerà attendere ancora un mese per sapere se Alba Veronica Puddu, la dottoressa ogliastrina che sosteneva di poter curare i tumori con gli ultrasuoni, andrà a processo. L’udienza, fissata di fronte al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Lanusei Nicola Clivio, è stata rinviata al 10 dicembre. Assente la donna, in aula al terzo piano del palazzo di giustizia di via Marconi, ieri mattina c’era uno dei suoi legali l’avvocato del foro di Sassari Nicola Oggiano che assieme al collega cagliaritano, Michele Zuddas, difende la donna da una lunga serie di accuse. La dottoressa Puddu è indagata per omicidio doloso e volontario, lesioni colpose e truffa aggravata. «Se l’accusa di omicidio volontario non dovesse essere derubricata chiederemo di andare a dibattimento. Nel caso contrario si potrebbe pensare a un rito alternativo , subordinato alla di perizia» ha dichiarato in aula l’avvocato Oggiano. Di fronte al gup, è stata preannunciata – nell’eventualità di un rinvio a giudizio – anche la costituzione di una parte civile con l’avvocato Gianfranco Sollai. La vicenda della dottoressa ha un altro risvolto. In queste settimane i suoi legali sono al lavoro per opporsi alla radiazione. Il provvedimento deliberato dall’Ordine dei medici della provincia di Nuoro a carico del medico estetico di Tertenia risale a luglio scorso e segue la sospensione che è del maggio precedente.

La dottoressa Puddu, che riceveva i suoi tantissimi pazienti nell'ambulatorio di Tertenia, era finita sotto inchiesta della Procura di Lanusei dopo il servizio della trasmissione Le iene andato in onda nel 2017 su Italia 1. L’inviato del programma, Silvio Schembri, aveva ripreso una visita ecografica effettuata dal medico estetico. Il paziente, che in realtà stava benissimo, si era visto diagnosticare dalla dottoressa, solo attraverso quella semplice ecografia, ben due tumori: uno al pancreas e l’altro al fegato. L’episodio documentato dal filmato fatto con una telecamera nascosta è stato poi acquisito dalla Procura che in sede d’accusa è stata particolarmente dura: la terapia a ultrasuoni, oltre a non aver prodotto alcun effetto positivo sui malati, in due circostanze ne avrebbe addirittura provocato la morte. In particolare Alba Veronica Puddu avrebbe illuso un paziente, che aveva un tumore al fegato e all’intestino, sostenendo di poterlo curare con gli ultrasuoni e suggerendogli di interrompere la chemioterapia.

Le condizioni del paziente erano pian piano peggiorate fino ad arrivare al decesso, avvenuto proprio nello studio della dottoressa. Poiché il medico avrebbe indotto i pazienti ad abbandonare le cure, c’è quindi anche l’accusa gravissima di omicidio volontario con dolo eventuale. Il rimedio da lei suggerito e cioè l’utilizzo degli ultrasuoni come terapia per risolvere i gravi (e qualche volta inventati di sana pianta) problemi di salute non è validato dai protocolli medici e risulta inadeguato rispetto a quanto prevede la medicina ufficiale per ciò che riguarda il trattamento delle patologie tumorali. Ma di questo se ne occuperanno, eventualmente, i periti chiamati in causa da Procura e difesa.
 

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