Troppi detenuti pericolosi nelle carceri sovraffollate
Il 37 per cento dei reclusi è sottoposto a regime di alta o massima sicurezza Caligaris, Sdr: «Gli istituti di Bancali, Alghero e Uta sopra la capienza massima»
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SASSARI. Non la si può definire un’isola carcere quanto, piuttosto, una regione votata all’isolamento carcerario. In Sardegna sono reclusi 900 detenuti sottoposti al regime di alta o massima sicurezza su una popolazione carceraria di 2321 unità. Il 37 per cento dei carcerati, dunque, è sottoposto a particolari misure di detenzione. Ma i problemi non finisco qua: le carceri sono sovraffollate, gli stranieri sono troppi, il personale non è sufficiente e anche i direttori sono costretti a garantire la sicurezza e la funzionalità di più strutture contemporaneamente, dato che sono solo 4 a fronte di un totale di 10 istituti penitenziari. La denuncia arriva dall’associazione “Socialismo Diritti Riforme” che ha esaminato i dati diffusi dal ministero della Giustizia sul la realtà isolana al 31 ottobre 2019: «È l’ennesima conferma – osserva la presidentessa, Maria Grazia Caligaris – che il principio della territorialità della pena è disatteso e che la Sardegna, nella concezione del Dipartimento appare come il luogo ideale di “esclusione sociale” di persone che avrebbero particolare necessità di una risocializzazione e reintegro nelle proprie comunità. Viene quindi accentuata la scarsa economicità del sistema. Anche il fatto che si tratti di esponenti della criminalità organizzata non sembra una giustificazione plausibile perché prima o poi, concluso il periodo di detenzione, dovranno uscire dal carcere». Ci sono poi gli stranieri: «Non si può ignorare che la Sardegna con 712 reclusi figuri al 14esimo posto per il numero di stranieri. Un dato sconcertante se paragonato agli abitanti. La Puglia con oltre 4 milioni di residenti è al 19esimo posto e la Campania con quasi 6 milioni al 20esimo. C’è poi il mistero delle Case di reclusione all’aperto, le tre Colonie Penali, dove a fronte di 692 posti ci sono 375 detenuti. Ciclicamente vengono annunciati progetti per rilanciare le attività e offrire opportunità di lavoro e formazione ai reclusi, ma ormai il sistema è bloccato anche per l’inadeguatezza del numero degli amministrativi. C’è infine la questione del superamento del numero regolamentare – conclude Maria Grazia Caligaris – a Cagliari-Uta (581 per 561 posti); Sassari-Bancali (475 per 454), Alghero (161 per 156). Sono saturi Tempio Pausania (161 per 168 posti), Oristano Massama (260 per 265) e Nuoro (276 per 385 – è chiusa però una sezione di circa 100 posti per ristrutturazione». L’efficienza, dunque, sembra un’inafferrabile ricercata. (c.z.)
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