La Nuova Sardegna

Comandante dei carabinieri nel mirino degli attentatori

di Lamberto Cugudda
Comandante dei carabinieri nel mirino degli attentatori

In fiamme l’auto di Cangelosi. Appiccato il fuoco anche alla vettura di un barista

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TORTOLÌ . Hanno voluto dimostrare che possono agire anche a pochissimi metri dai presidi delle forze dell’ordine. E così, la banda della benzina (o diavolina) e del cerino, nella nottata fra sabato e ieri, ha compiuto un raid contro due autovetture. Alle 2.10 della notte, la prima a bruciare è stata L’Alfa 159 del comandante della stazione dei carabinieri, maresciallo Marcello Cangelosi, che era parcheggiata a un metro dal portone d’ingresso della caserma. L’automezzo è stato cosparso con benzina e sono state appiccate le fiamme. Il maresciallo abita al terzo e ultimo piano della caserma (con la moglie e la figlia) dove vivono anche altri militari. Dieci minuti dopo, sempre in centro, a circa 500 metri di distanza, nella via Michelangelo, altro incendio dell’auto dell’imprenditore locale Roberto Nieddu, 51 anni, titolare dello snack bar gelateria Skipper del viale monsignor Virgilio, questa volta con danni limitati nella zona della ruota anteriore sinistra. I due attentati, per gli inquirenti, non hanno alcun collegamento.

A Marcello Cangelosi, 51 anni, nativo di Palermo, da 22 anni in servizio nell’isola, (a Esclapalano, Olbia e Assemini, prima di giungere a Tortolì 12 anni fa) a metà 2018 venne insignita, honoris causa, la laurea in Criminologia. Il 5 giugno sempre dello scorso anno, in occasione della festa dell’Arma, a Roma, venne premiato come uno dei cinque migliori comandanti di stazione d’Italia. Le indagini sull’attentato di cui è stato vittima, vengono portare avanti dai suoi uomini e dai colleghi della compagnia di Lanusei, al comando del capitano Giuseppe De Lisa. Nulla trapela rispetto a quanto vi è nei filmati delle telecamere poste nella stazione dell’Arma. Già ieri mattina, si è parlato di una telecamera di un’altra abitazione della zona di piazza Rinascita (dove vi sono anche quelle dell’ufficio postale) che avrebbe “registrato”una persona incappucciata, giungere a piedi dalla confinante piazza Rinascita (sempre pochissimo illuminata) che prima versa della benzina sull’Alfa 159 e e poi dà fuoco. L’attentatore sarebbe quindi tornato di corsa verso la piazza Rinascita, per poi fare perdere le tracce. Doveva avere qualche complice a fare da palo. Le fiamme si sono svilupparte subito alte , e nonostante i tentativi del maresciallo e di altri colleghi che, come lui, vivono nella caserma e il successivo arrivo dei vigili del fuoco del distaccamento, hanno distrutto l’Alfa 159 parcheggiata a un metro dal portone d’ingresso della stazione.

Dieci miniuti più tardi i malviventi si sono spostati di mezzo chilometro, sempre in centro. nella via Michelangelo. Qui hanno effettuato lo stesso trattamento dell’Alfa 159 del maresciallo alla Fiat Bravo di colore nero dell’imprenditore tortoliese Roberto Nieddu, titolare dello snack bar gelateria “Skipper”, ubicato in pieno centro, nel viale monsignor Virgili. I danni, in questo caso, non sono ingenti, perché le fiamme, subito spente hanno raggiunto la zona della gomma anteriore sinistra, ma si dovrà verificare se oltre ad avere attaccato alcune parti in plastica, abbiano raggiunto parte del vano motore. «Per me – ha detto Nieddu ieri pomeriggio, dopo una lunga nottata insonne – quanto accaduto, intorno alle 2.20 della notte è stato un fulmine a ciel sereno. In passato, non ho mai ricevuto alcuna minaccia o intimidazione. Non escludo neanche possa essersi trattato di un corto circuito». Ma anche in questo caso, vicino sarebbe stata trovata una bottiglia che conteneva benzina. L’imprenditore precisa che era rientrato a casa da poco tempo, quando ha sentito un forte boato. «Mi sono affacciato e ho visto le fiamme all’altezza della ruota anteriore lato guidatore. Con una pompa del cortile sono riuscito a intervenire subito. Poi sono arrivati alcuni vicini e i vigili del fuoco, che hanno completato l’opera».

Solidarietà e vicinanza al maresciallo Cangelosi e a Nieddu, sono stati espressi dalla maggioranza comunale guidata dal sindaco Massimo Cannas e anche dall’opposizione. «L’ennesimo attentato incendiario contro le forze dell’ordine – ha dichiarato il presidente del consiglio regionale, Michele Pais – é un segnale allarmante contro la democrazia. È necessaria una risposta forte da parte dello Stato. Chiedo al presidente della Repubblica e al ministro dell’Interno di intervenire per arginare questo fenomeno che sta cercando di destabilizzare la sicurezza dei cittadini della Sardegna». Pais ha concluso: «Massima solidarietá da parte di tutto il consiglio regionale al maresciallo Marcello Cangelosi, alla sua famiglia e a tutta l’Arma dei carabinieri per questo atto infame contro uomini che sacrificano la loro vita per il bene della comunità».



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