Ryanair ma non solo Alghero spicca il volo
di Giovanni Bua
Sette milioni di investimenti nel 2020: il dg Perini svela i piani di sviluppo
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ALGHERO. Della discrezione hanno fatto un marchio di fabbrica. Perché, nonostante per lavoro gestiscano un aeroporto, a loro piace stare con i piedi ben piantati per terra. Ma Alberto Perini e Fabio Gallo, rispettivamente direttore generale e CFO e direttore sviluppo business di Sogeaal, questa volta hanno un milione e mezzo di buoni motivi per parlare.
È il numero di passeggeri atteso nel 2020, non troppo lontano dagli oltre 1 milione 600mila del 2015, anno record del Riviera del Corallo, e le cose potrebbero andare ancora meglio. Il motivo? In gran parte il nuovo accordo commerciale con Ryanair, chiuso all’inizio di quest’anno, che sta iniziando a dispiegare i suoi frutti, e che promette un’estate da lustrarsi gli occhi. Ma anche il consolidamento dei rapporti con altri vettori low cost storicamente attivi sul territorio, come easyJet, Volotea, Wizz Air e Air Europa, e con i più importanti tour operator internazionali, come Tui Nordic, Corendon, Europlayas e Aeroviaggi.
Per quanto riguarda Ryanair: «La compagnia irlandese – spiega Fabio Gallo – in realtà è sempre rimasta una parte importante del nostro traffico passeggeri. Nell’estate appena passata, nella quale sono transitati ad Alghero 1,1 milioni di passeggeri, ha rappresentato il 33 per cento del traffico. Il rinnovato accordo commerciale però ci permette di fare un salto di qualità, durante tutto l’anno. E avrà i suoi frutti anche nell’inverno 2019, con l’apertura delle nuove sette frequenze settimanali, che porterà i passeggeri nell’anno a ridosso degli 1,4 milioni».
E, mentre il nord dell’Isola gongola all’idea di rivedere sui tabelloni luminosi rotte come Barcellona e Bratislava (non più relegata al periodo estivo) e il rafforzamento delle storiche Bologna e Pisa, in Sogeaal ci si prepara alla “Summer 2020” con le 13 nuove tratte del colosso irlandese (4 volte a settimana su Malpensa, 2 su Marsiglia, Katowice e Vienna, 3 su Barcellona) che unite alle due tratte per Dublino di AerLingus (esclusiva di Alghero) promettono di muovere in 30 settimane oltre 170mila passeggeri aggiuntivi.
Si cresce insomma, in maniera lenta ma costante. E, soprattutto, sostenibile e duratura.
«Avere i conti in ordine – spiegano Alberto Perini e Fabio Gallo – è la precondizione indispensabile per iniziare a premere sull’acceleratore. E questa è stata la nostra priorità, insieme a un complessivo riordino delle attività. Questo ci permette ora di dare gambe a una serie di interventi, in parte già iniziati in parte in programma, che miglioreranno e amplieranno l’offerta per chi arriva in aeroporto. Perché fare atterrare passeggeri è solo una parte della nostra missione. L’altra è convincerli a tornare ancora».
Il piano è importante e prevede, nel solo 2020, investimenti per oltre 7 milioni, che porta il totale messo a correre su Nuraghe Biancu nel triennio 2018-2020 a 10,5 milioni. «Ci sono stati interventi – racconta Gallo – sia all’interno che all’esterno dell’aerostazione per quasi 3,5 milioni, con l’obiettivo di dare inizio a un processo di ammodernamento generale del terminal, del parco macchine e delle infrastrutture di volo nel loro complesso. Stiamo lavorando alla nuova sala arrivi. Un investimento di 1,4 milioni che ci permetterà a regime di raddoppiare anche la sala partenze. A breve verrà poi avviata la cantierizzazione della nuova viabilità, progetto ambizioso e finanziato con 4 milioni già dal 2015, che porterà l’aeroporto di Alghero ad allinearsi agli scali più moderni, aumentando la disponibilità di posti auto e migliorando l’accesso al terminal passeggeri. E infine c’è un investimento da 1,6 milioni in sicurezza, con l’acquisto dei nuovi impianti radiogeni EDS 3 che permetteranno di adeguare gli standard di sicurezza ai livelli europei».
La strada insomma sembra tracciata, e il progetto marcia più spedito di quanto i numeri, che pure crescono costantemente, facciano pensare.
«Stiamo creando – spiegano Alberto Perini e Fabio Gallo – tutte le premesse per fare diventare il Riviera del Corallo una vetrina per un territorio che comprende tutto il nord della Sardegna. Ora bisogna lavorare tutti insieme perché questa vetrina si riempia del meglio che l’Isola può offrire».
E qui l’agenda si fa fitta di impegni che solo un nutrito gruppo di stakeholders istituzionali e privati può prendere. Impegni che partono da importanti interventi sulla viabilità sia costiera che di collegamento con le zone interne, e arrivano alla riqualificazione dell’offerta alberghiera e ricettiva in genere.
Una “infrastrutturazione” a più livelli necessaria per adeguare la qualità dell’offerta turistica anche alle aspettative della fascia medio alta del mercato, assolutamente da conquistare. Che richiede una serie di investimenti che non possono essere sostenuti esclusivamente dall’aeroporto.
Insomma serve uno sforzo collettivo per il raggiungimento di un obiettivo condiviso. Da portare avanti con calma ma costanza. E a lungo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È il numero di passeggeri atteso nel 2020, non troppo lontano dagli oltre 1 milione 600mila del 2015, anno record del Riviera del Corallo, e le cose potrebbero andare ancora meglio. Il motivo? In gran parte il nuovo accordo commerciale con Ryanair, chiuso all’inizio di quest’anno, che sta iniziando a dispiegare i suoi frutti, e che promette un’estate da lustrarsi gli occhi. Ma anche il consolidamento dei rapporti con altri vettori low cost storicamente attivi sul territorio, come easyJet, Volotea, Wizz Air e Air Europa, e con i più importanti tour operator internazionali, come Tui Nordic, Corendon, Europlayas e Aeroviaggi.
Per quanto riguarda Ryanair: «La compagnia irlandese – spiega Fabio Gallo – in realtà è sempre rimasta una parte importante del nostro traffico passeggeri. Nell’estate appena passata, nella quale sono transitati ad Alghero 1,1 milioni di passeggeri, ha rappresentato il 33 per cento del traffico. Il rinnovato accordo commerciale però ci permette di fare un salto di qualità, durante tutto l’anno. E avrà i suoi frutti anche nell’inverno 2019, con l’apertura delle nuove sette frequenze settimanali, che porterà i passeggeri nell’anno a ridosso degli 1,4 milioni».
E, mentre il nord dell’Isola gongola all’idea di rivedere sui tabelloni luminosi rotte come Barcellona e Bratislava (non più relegata al periodo estivo) e il rafforzamento delle storiche Bologna e Pisa, in Sogeaal ci si prepara alla “Summer 2020” con le 13 nuove tratte del colosso irlandese (4 volte a settimana su Malpensa, 2 su Marsiglia, Katowice e Vienna, 3 su Barcellona) che unite alle due tratte per Dublino di AerLingus (esclusiva di Alghero) promettono di muovere in 30 settimane oltre 170mila passeggeri aggiuntivi.
Si cresce insomma, in maniera lenta ma costante. E, soprattutto, sostenibile e duratura.
«Avere i conti in ordine – spiegano Alberto Perini e Fabio Gallo – è la precondizione indispensabile per iniziare a premere sull’acceleratore. E questa è stata la nostra priorità, insieme a un complessivo riordino delle attività. Questo ci permette ora di dare gambe a una serie di interventi, in parte già iniziati in parte in programma, che miglioreranno e amplieranno l’offerta per chi arriva in aeroporto. Perché fare atterrare passeggeri è solo una parte della nostra missione. L’altra è convincerli a tornare ancora».
Il piano è importante e prevede, nel solo 2020, investimenti per oltre 7 milioni, che porta il totale messo a correre su Nuraghe Biancu nel triennio 2018-2020 a 10,5 milioni. «Ci sono stati interventi – racconta Gallo – sia all’interno che all’esterno dell’aerostazione per quasi 3,5 milioni, con l’obiettivo di dare inizio a un processo di ammodernamento generale del terminal, del parco macchine e delle infrastrutture di volo nel loro complesso. Stiamo lavorando alla nuova sala arrivi. Un investimento di 1,4 milioni che ci permetterà a regime di raddoppiare anche la sala partenze. A breve verrà poi avviata la cantierizzazione della nuova viabilità, progetto ambizioso e finanziato con 4 milioni già dal 2015, che porterà l’aeroporto di Alghero ad allinearsi agli scali più moderni, aumentando la disponibilità di posti auto e migliorando l’accesso al terminal passeggeri. E infine c’è un investimento da 1,6 milioni in sicurezza, con l’acquisto dei nuovi impianti radiogeni EDS 3 che permetteranno di adeguare gli standard di sicurezza ai livelli europei».
La strada insomma sembra tracciata, e il progetto marcia più spedito di quanto i numeri, che pure crescono costantemente, facciano pensare.
«Stiamo creando – spiegano Alberto Perini e Fabio Gallo – tutte le premesse per fare diventare il Riviera del Corallo una vetrina per un territorio che comprende tutto il nord della Sardegna. Ora bisogna lavorare tutti insieme perché questa vetrina si riempia del meglio che l’Isola può offrire».
E qui l’agenda si fa fitta di impegni che solo un nutrito gruppo di stakeholders istituzionali e privati può prendere. Impegni che partono da importanti interventi sulla viabilità sia costiera che di collegamento con le zone interne, e arrivano alla riqualificazione dell’offerta alberghiera e ricettiva in genere.
Una “infrastrutturazione” a più livelli necessaria per adeguare la qualità dell’offerta turistica anche alle aspettative della fascia medio alta del mercato, assolutamente da conquistare. Che richiede una serie di investimenti che non possono essere sostenuti esclusivamente dall’aeroporto.
Insomma serve uno sforzo collettivo per il raggiungimento di un obiettivo condiviso. Da portare avanti con calma ma costanza. E a lungo.
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