Le associazioni: «Nessuno di noi sta dormendo»
Cualbu, Coldiretti: «Impegnati al massimo». Tandeddu, Copagri: «Siamo in pressing sulla politica»
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SASSARI. I pastori se le sono presa anche con loro. Le associazioni di categoria sono state accusate di dormire, di non aver preso posizione e di non aver prodotto proposte da presentare durente i confronti con la politica. E anche in questo caso, le repliche sono arrivate puntuali: «Arrivati a questo punto non so davvero cosa dire – spiega Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna –. La nostra proposta, quella della creazione del consorzio di secondo grado per la gestione degli aspetti commerciali della filiera, è praticamente l’unica arrivata al ministro. D’altra parte noi non ci illudiamo di rappresentare tutti e siamo orgogliosi di fare gli interessi dei nostro soci che appartengono al sindacato agricolo più grande d’Europa, con o senza bandiere». Cualbu, poi, mette sul tavolo alcuni esempi: «Ci dicono che non facciamo niente e che dormiamo. Pazienza. Significa che non sanno che un gruppo dei nostro soci ha venduto tre milioni di litri di latte a più di un euro al litro e che alcune cooperative, tra cui la mia, ne hanno venduti 28mila con contratti da 85 centesimi al litro. Detto questo, su una cosa hanno ragione, il prezzo del pecorino è salito e dunque sarà necessario integrare i 74 centesimi al litro pagati ai pastori». Anche Pietro Tandeddu, responsabile nazionale del settore ovicaprino di Copagri è sorpreso dalle accuse mosse dai pastori: «Quello che dicono non rappresenta il vero – spiega –. Siamo intervenuti più volte, l’ultima con la ministra Bellanova, indicando i problemi e soprattutto le soluzioni. Abbiamo anche sollecitato l’assessora Murgia affinché convocasse un altro incontro, anche per mettere a fuoco le questioni pregresse come quelle che riguardano i pagamenti dei conferimenti che sono fermi ai 74 centesimi con un saldo che è pari all’acconto. Se gli industriali sono fermi a i 74 centesimi e le cooperative pagano invece tra gli 80 e i 90 significa che qualcuno non sta pagando un prezzo onesto». Ma c’è anche un punto in comune, ed è sempre lo stesso: «In tutta questa faccenda abbiamo un assente ingiustificato: la Regione – afferma Tandeddu –. In tutto questo tempo non è mai arrivata una proposta. Perché?».
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