Legge azzera pratiche in settimana arriva l’ok
Dopo l’accordo tra maggioranza e opposizioni via libera delle commissioni Saranno sbloccati i pagamenti dei contributi europei e di quelli regionali
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CAGLIARI. La legge azzera pratiche, sono quelle per i contributi europei bloccate negli uffici di Argea, sarà approvata domani o venerdì dal Consiglio regionale. L’accordo è ufficiale dopo il voto all’unanimità delle commissioni riforme, bilancio e attività produttive. Com’era stato annunciato lunedì, la maggioranza di centrodestra e le opposizioni hanno scritto insieme la leggina di tre articoli. Non è stato facile: fino a una decina di giorni fa, le fazioni erano in lotta sulla nascita o meno di una task force e anche sull’ingaggio possibili o impossibile di personale esterno per eliminare l’arretrato. Alla fine hanno votato insieme un piano straordinario d’intervento che dovrebbe permettere ad Argea di sbloccare i pagamenti dei contributi europei, sono oltre 50mila quelli fermi da almeno un anno, e all’agenzia Laore di fare altrettanto con le 16mila domande presentate da agricoltori, allevatori e pescatori per ottenere diversi contributi regionali. In uno degli articoli, è confermato anche lo stanziamento annunciato, intorno al milione di euro, e che sarà destinato a pagare le ore di straordinario agli impiegati delle due agenzie agricole che saranno ingaggiati per realizzare il piano azzera pratiche. Tra l’altro ogni due mesi spetterà a un’unità di progetto, che sarà coordinata dalla presidenza della Giunta, monitorare «l’andamento del lavoro e comunicare al Consiglio i tempi in cui potrà essere concluso». La previsione è che debba essere chiuso entro giugno, per mettere agli agricoltori d’incassare i contributi entro l’estate.
Mai più. L’emergenza dovrebbe essere quindi risolta nei prossimi mesi. Ma, secondo Emiliano Deiana, presidente dell’associazione dei Comuni, «non dovrà più accadere che i ritardi si accumulino fino a tal punto da diventare una montagna». Non è giusto – ha sottolineato – «per chi semmai ha anticipato i soldi che dovevano arrivare dall’Unione europea, oppure ha bisogno proprio di quei contributi per mandare avanti l’azienda. Ricordo a tutti che stiamo parlando dell’agricoltura e quindi della pastorizia, due mondi che da sempre sono in crisi e non possono essere travolti anche dai tempi assurdi della burocrazia regionale». Lo stesso appello è stato lanciato anche da Coldiretti e da Copagri, che hanno proposto soluzioni immediate e durature per evitare «l’ennesimo imbuto con il prossimo programma agricolo europeo ormai in partenza». Secondo la loro versione non basterà neanche che l’Argea diventi il «soggetto pagatore» al posto dell’agenzia nazionale Agea, se poi «l’imbuto finirà per essere trasferito da Roma a Cagliari».
La proposta. Coldiretti, ad esempio, da tempo sollecita l’avvio dei Centri di assistenza agricola, dove «una volta presentata la domanda – spiega l’associazione – se la risposta non dovesse arrivare entro 60 giorni, la pratica di per sè sarebbe considerata approvata». I cosiddetti super Centri «garantirebbero ai produttori gli auspicati tempi certi e quindi uno snellimento delle procedure. Tra l’altro per avviarli non sarebbe necessario alcun cambiamento organizzativo in nessuna struttura, ma dovrebbe essere solo garantito un nuovo ruolo operativo proprio ai super Centri».
Mai più. L’emergenza dovrebbe essere quindi risolta nei prossimi mesi. Ma, secondo Emiliano Deiana, presidente dell’associazione dei Comuni, «non dovrà più accadere che i ritardi si accumulino fino a tal punto da diventare una montagna». Non è giusto – ha sottolineato – «per chi semmai ha anticipato i soldi che dovevano arrivare dall’Unione europea, oppure ha bisogno proprio di quei contributi per mandare avanti l’azienda. Ricordo a tutti che stiamo parlando dell’agricoltura e quindi della pastorizia, due mondi che da sempre sono in crisi e non possono essere travolti anche dai tempi assurdi della burocrazia regionale». Lo stesso appello è stato lanciato anche da Coldiretti e da Copagri, che hanno proposto soluzioni immediate e durature per evitare «l’ennesimo imbuto con il prossimo programma agricolo europeo ormai in partenza». Secondo la loro versione non basterà neanche che l’Argea diventi il «soggetto pagatore» al posto dell’agenzia nazionale Agea, se poi «l’imbuto finirà per essere trasferito da Roma a Cagliari».
La proposta. Coldiretti, ad esempio, da tempo sollecita l’avvio dei Centri di assistenza agricola, dove «una volta presentata la domanda – spiega l’associazione – se la risposta non dovesse arrivare entro 60 giorni, la pratica di per sè sarebbe considerata approvata». I cosiddetti super Centri «garantirebbero ai produttori gli auspicati tempi certi e quindi uno snellimento delle procedure. Tra l’altro per avviarli non sarebbe necessario alcun cambiamento organizzativo in nessuna struttura, ma dovrebbe essere solo garantito un nuovo ruolo operativo proprio ai super Centri».
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