Legge sugli staff Riformatori astenuti
CAGLIARI. I consiglieri regionali potranno contare anche su collaboratori esterni e non avranno più l’obbligo di ingaggiarli solo fra i dipendenti della pubblica amministrazione. È questo il cuore...
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CAGLIARI. I consiglieri regionali potranno contare anche su collaboratori esterni e non avranno più l’obbligo di ingaggiarli solo fra i dipendenti della pubblica amministrazione. È questo il cuore della legge approvata dal Consiglio approvata dal centrodestra, con l’astensione però dei Riformatori, e contestata fino all’ultimo dalle opposizioni. A schierarsi contro sono stati soprattutto i Progressisti, con Massimo Zedda, e i Cinque stelle, con la capogruppo Desirè Manca, che hanno denunciato «l’inopportunità di una legge scivolosa in cui è forte il rischio di dar corso a delle assunzioni, seppure a tempo, più politiche che per merito». A sostenere la legge è stato invece Franco Mula, capogruppo del Psd’Az, che ha parlato della «necessità espressa dai consiglieri di poter contare su collaboratori di fiducia e preparati per tutta la legislatura». I nuovi assistenti saranno scelti dai partiti, ma il costo degli stipendi dovrà comunque rientrare – è scritto – «nella dotazione massima (è di 60mila euro per ogni consigliere) già assegnata ai gruppi politici». I collaboratori esterni, che saranno comunque assunti per la durata della legislatura, firmeranno il contratto non con i gruppi ma col Consiglio regionale. Con un’ultima annotazione: per evitare qualsiasi tentazione, la Lega ha ottenuto che fra consiglieri e collaboratori il grado di parentela sia oltre il quarto grado».
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