La Regione al ministero: «Rispettate gli impegni»
L’assessora Murgia scrive alla ministra Bellanova: «Serve una soluzione rapida Gli occupati sono più numerosi di quelli dell’Ilva e producono più indotto»
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SASSARI. La tensione sale ogni giorno che passa. I pastori non hanno ricevuto quello che gli era stato assicurato e la soluzione della vertenza latte si allontana con il rischio che la tregua accordata ormai quasi un anno fa possa terminare da un momento all’altro. La Regione, quindi, è tornata alla carica e l’assessora dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, ha inviato una lettera alla ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, per chiedere «il rispetto delle promesse fatte dal Governo sulla vertenza del latte ovino in Sardegna, che sta raggiungendo gravi livelli di allarme sociale». L’assessora si riferisce al rispetto degli impegni arrivati durante le giornate calde della protesta dei pastori, quando venne siglato un accordo sulla base di una griglia che prevedeva un meccanismo di compensazione variabile, legata al prezzo del pecorino, con un conguaglio da effettuare a novembre. Un impegno che avrebbe dovuto portare il prezzo del latte a circa un euro grazie all’aumento del prezzo del pecorino romano. La griglia è partita, il prezzo del latte è salito ma la soglia dell’euro al litro è ancora lontana. Non solo, mancano i dati sulle produzioni e dunque è complicato esattamente come dieci mesi fa programmare le quote da assegnare. La diversificazione è un altro tasto dolente della vicenda. Se ne è parlato, il tema ha riscosso l’attenzione di tutti ma poi si è continuato a produrre soprattutto pecorino romano. Esattamente come accadeva dieci mesi fa. «Nessun impegno è stato finora mantenuto – sottolinea Gabriella Murgia – e ciò sta comportando nell’isola un enorme disagio, tenendo conto che le persone occupate nel comparto ovicaprino sardo sono ben più numerose dei dipendenti dell'Ilva di Taranto, con un indotto ancor maggiore. Salvare centinaia di posti di lavoro è un dovere. Solo che per le acciaierie inquinanti lo Stato ha stanziato miliardi di euro, mentre per un sistema economico che tutela e difende l'ambiente non si intende spendere neppure un soldo». L'assessora all'Agricoltura richiama quindi il Governo «a un atteggiamento di responsabilità istituzionale, per consentire a decine di migliaia di allevatori di poter continuare a svolgere con dignità il proprio lavoro». (c.z.)
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