La Nuova Sardegna

«Trasporto merci, stop ai rincari»

«Trasporto merci, stop ai rincari»

Ordine del giorno in Consiglio contro l’aumento delle tariffe: appello al Governo 

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CAGLIARI. Il rincaro delle tariffe per il trasporto delle merci via mare va scongiurato, o «sarà un disastro per l’economia della Sardegna, con un danno di almeno 50 milioni». Sarà questa la sintesi dell’ordine del giorno unitario che stamattina il Consiglio regionale voterà e poi consegnerà alla Giunta. Durante il dibattito, l’assessore ai trasporti, Giorgio Todde, ha detto di aver bussato in questi giorni alle porte dell’Unione europea, per chiedere il rinvio della direttiva che dal primo gennaio impone alle compagne marittime di utilizzare un carburante con meno zolfo e quindi più costoso. «A Bruxelle, dove abbiamo fatto pressione, insieme alla Corsica e alle Baleari, non ci hanno dato molte speranze. Dobbiamo trovare altre strade perché quei rincari annunciati dalle compagnie, oltre il 30 per cento in più delle attuali tariffe, non ricadano come un macigno sulle nostre imprese e non affossino il turismo». A suggerire due azioni di lotta, così definite, sono stati Giovanni Satta del Psd’Az, ha presentato una mozione, e Giuseppe Meloni, Pd, che ha firmato un’interpellanza urgente. «Dobbiamo andare a Roma in delegazione – ha sollecitato il consigliere sardista – perché dev’essere il Governo, dopo averci messo nei guai, a darci una mano per uscire dall’emergenza. Nella direttiva europea è previsto che gli Stati possano ammortizzare gli effetti negativi dei maggiori costi del carburante verde con contributi specifici. Bene, il Governo italiano lo faccia». Satta ha proposto anche di chiedere alle compagnie Tirrenia-Cin e Grimaldi il rinvio almeno fino a febbraio dei rincari. Per Giuseppe Meloni è indispensabile che il rincaro sia congelato: «Non si capisce perché una scelta giusta per l’ambiente come l’utilizzo di un carburante meno inquinate, debba poi trasformarsi in danno solo per chi abita nelle isole del Mediterraneo, visto che quelle ultraperiferiche, come le Azzorre, hanno ottenuto invece un salvacondotto dall’Europa». Oggi il Consiglio voterà l’ordine del giorno di protesta e poi chiederà al Governo di intervenire con un contributo straordinario. Ma l’emergenza comunque continuerà a essere quotidiana, come ha denunciato Michele Cossa dei Riformatori, presidente della commissione speciale per l’insularità. «È proprio a partire dai trasporti marittimi e arei – sono state le sue parole in aula – che dobbiamo alzare la voce con l’Europa e il Governo Conte. La Sardegna non può continuare a rimanere in balia delle decisioni di quella compagnia, ma deve aver garantita una continuità territoriale sicura e vantaggiosa, o altrimenti continueremo a pagare sulla nostra pelle tutti gli svantaggi dell’insularità».

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