Rivoluzione Piano casa: aumentano le cubature

La legge approvata dalla giunta. Previsti interventi anche nei 300 metri

CAGLIARI. Un blocchetto sotto l’albero. La giunta Solinas vara il suo Piano casa nell’ultima riunione prima di Natale. Dopo aver prorogato il vecchio in aula per evitare il vuoto normativo l’esecutivo dà il via libera a un progetto molto più ambizioso rispetto a quello messo insieme dalla giunta Pigliaru.

Il governatore. Solinas annuncia soddisfatto. «Con il testo approvato dalla giunta restituiamo ai sardi un sistema di regole certe e uguali per tutti. Regole che consentono di migliorare il patrimonio edilizio esistente nel rispetto dell’ambiente. Manteniamo così uno degli impegni presi con gli elettori ai quali avevamo presentato, quasi un anno fa, il programma della coalizione di governo». E il centrodestra aveva fatto proprio della sua visione edilizia uno dei punti di forza della campagna elettorale. L’altro era la riforma sanitaria, e forse non è un caso che entrambi siano stati varati in queste ore dalla giunta.

Christian Solinas e Quirico Sanna


Intorno ai 300 metri. Un effetto sicuro il nuovo Piano casa lo avrà. Aumenterà la volumetria delle polemiche intorno alla legge. Perché nel testo varato ci sono tutti i punti annunciati da tempo dall’assessore all’Urbanistica Quirico Sanna. Che da subito aveva messo alcuni paletti. Come la possibilità in determinati casi di intervenire anche nella fascia dei 300 metri. Abbattendo un totem che dal varo del Ppr di Soru sembrava intoccabile. Anche se solo per le strutture turistico ricettive. Il nuovo piano casa prevede: «In riferimento agli ampliamenti, sono stati previsti ulteriori incrementi volumetrici per gli edifici e le strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive ricadenti nelle zone urbanistiche omogenee A, B, C, D, E, G e incrementi volumetrici per gli edifici e le strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive ricadenti nella zona urbanistica F. In questo caso gli incrementi riguardano sia le strutture nella fascia oltre i 300 metri dalla linea di battigia, sia quelle nei 300 metri che ricadano nelle aree individuate ai sensi dell’art. 10 bis, comma 2, lettera b), della L.R. 22-12-1989, n. 45. Nelle strutture turistico-ricettive è autorizzato anche l’incremento del numero delle stanze».

Un altro punto della legge prevede: «I crediti volumetrici possono essere ceduti dai proprietari delle unità immobiliari e delle strutture turistico-ricettive aventi diritto ad altri proprietari a determinate condizioni». La legge prevede incrementi per chi fa interventi che prevedono «l’impiego di fonti di energia rinnovabili, di materiali locali, di tecniche costruttive che consentano il recupero di componenti costituenti gli edifici demoliti, di soluzioni volte a ridurre gli effetti delle isole di calore o di soluzioni volte al riutilizzo delle acque meteoriche». Nessuna novità. Sanna aveva detto che era intenzione della giunta dare la possibilità a chi ha strutture ricettive di migliorarle e di voler dare anche premi volumetrici se necessari per restare sul mercato. Ma che ha sempre visto l’opposizione degli ambientalisti e di una parte della classe politica. La legge approvata in giunta prevede: «che nelle strutture residenziali ubicate nella fascia oltre i 300 metri dalla linea di battigia possa essere realizzato, per ogni unità immobiliare, un incremento volumetrico pari al 30 per cento sino a un massimo di 150 metri cubi. Si prevedono anche incrementi volumetrici per le strutture nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia, nella misura del 20 per cento per un massimo di 100 metri cubi».

La svolta. Solinas è certo della bontà del provvedimento. «Abbiamo scelto di apportare modifiche sostanziali, nel rispetto delle norme, delle recenti sentenze della Corte Costituzionale e in linea con l’orientamento politico del governo regionale, ad alcune leggi. Con questo provvedimento coniughiamo la tutela dell’ambiente a quella dei legittimi interessi dei cittadini, e riavviamo un settore di vitale importanza, quello dell’edilizia, che ha perso 30 mila addetti in 10 anni». Anche l’assessore Sanna conferma l’architettura del provvedimento. «Il testo è uno strumento utile alle famiglie e agli imprenditori sardi. Prevede premialità volumetriche e l’impiego di tecniche costruttive che consentano, nei casi di demolizione e ristrutturazione, il recupero e riutilizzo di componenti costituenti l’edificio, l’impiego di materiali locali e delle fonti di energia rinnovabili, la demolizione e la ricostruzione di edifici esistenti che ricadano in aree dichiarate ad alta pericolosità idraulica, coniugando le esigenze di tutela e valorizzazione delle valenze paesaggistiche, naturalistiche, storiche e culturali del territorio con gli obiettivi di sviluppo sostenibile».

Capannoni. La legge prevede incrementi volumetrici anche nei capannoni monopiano con destinazione industriale, artigianale e commerciale che prevedano la realizzazione di solai, come anche incrementi misti, di volume e superficie.

Sottotetti e seminterrati. Si era discusso anche del tema dei sottotetti e anche in questo caso «gli interventi per il riuso e recupero con incremento volumetrico dei sottotetti esistenti sono ammessi anche nelle zone F. Sono previsti interventi di recupero dei seminterrati, dei piani pilotis e dei locali al piano terra ad uso commerciale, artigianale, direzionale e residenziale. La realizzazione di soppalchi a condizione che non pregiudichino la statica dell'edificio è ammessa anche nelle zone E ed F».

Chioschi tutto l’anno. «Il posizionamento delle strutture di facile rimozione al servizio della balneazione è ammesso per l'intero anno solare, al fine di favorire la destagionalizzazione della stagione turistica, così come nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia».
 

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