Pestato e ucciso: Palau va in soccorso ai familiari
di Walkiria Baldinelli
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Gregorio PopescuIl giardiniere, da 10 anni in Gallura, è stato aggredito per strada in Romania
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PALAU. Il cuore di Gregorio Popescu, 41 anni, ha smesso di battere in un letto di ospedale a Bucarest. Una settimana prima era stato aggredito in modo violento a Craiova, la sua città d’origine. Da Palau, dove viveva da oltre dieci anni, era tornato in Romania per trascorrere le feste natalizie con parenti e amici, insieme alla moglie e alla figlia di sei anni. Il clima di serenità e gioia si era trasformato in disperazione e angoscia per i familiari e la comunità gallurese il giorno in cui era stato pestato a sangue per strada al termine di un diverbio con chi gli ha infine sferrato una serie di colpi. L’uomo era crollato a terra, quindi la corsa veloce dell’ambulanza verso l’ospedale della sua città.
Non ha mai ripreso conoscenza e ieri si è saputo che i tentativi dei medici non sono bastati per salvare la vita di Grig, così lo chiamavano gli amici palesi. La sua vita è rimasta appesa al filo della speranza per sette giorni, durante i quali la comunità del paese gallurese si è stretta intorno ai suoi familiari. Con un abbraccio collettivo durante le veglie di preghiera nella chiesa parrocchiale, chieste dalla numerosa comunità di romeni, ben integrata da anni a Palau, da sempre considerata l’Eldorado dell’accoglienza e dell'integrazione in Gallura. Con una raccolta fondi per sostenere la degenza in ospedale e la permanenza dei familiari nel suo paese d’origine. O con striscioni, come quello che campeggiava all’ingresso di un bar che era solito frequentare: “Forza Grig, noi siamo qui, ti aspettiamo. Forza Nenno!” Una frase scritta su un lenzuolo bianco con una bomboletta spray di vernice rossa. E un cuore disegnato, per testimoniare a gran voce l’affetto di Palau.
«Siamo tutti molto dispiaciuti per la prematura morte del nostro compaesano, avvenuta per mano violenta nella sua città di Craiova – dice don Paolo Pala - Alla moglie Diana e alla sua bimba giunga l’abbraccio di Palau. Un abbraccio che già da qualche giorno assume la forza tenera e sicura della preghiera e della solidarietà. Il Signore accolga Gregorio nella sua pace, converta i cuori dei violenti, doni consolazione a quanti l’hanno conosciuto e amato». La comunità romena è stata la prima a chiedere al parroco di organizzare le veglie di preghiera. «Oltre a una raccolta spontanea di fondi – dice don Paolo – ideata nella convinzione che il cuore del ragazzo avrebbe continuato a battere a lungo. La solidarietà, come era normale, si è estesa a macchia d’olio in paese. Anche la Caritas parrocchiale ha dato un suo contributo. Era molto amato da tutti, da poco aveva aperto una sua attività. Quella di Gregorio è una bella famiglia, ben integrata con il paese che lo aveva accolto».
Vittima del brutale pestaggio in Romania da parte di una persona che non conosceva, Grig una settima fa era rimasto esanime per terra. Le indagini sono in corso, ma secondo indiscrezioni l’aggressore sarebbe già stato individuato. Il dramma sarebbe nato da un bisticcio per motivi ignoti, ma presto dalle parole si sarebbe passati ai pugni. Con esito purtroppo letale: Popescu, caduto per terra, è rimasto in coma cerebrale all’ospedale di Craiova per una settimana.
«È un omicidio commesso con totale gratuità», commenta il parroco dopo aver appreso la notizia del decesso. Nenno, altro soprannome di Gregorio, si era trasferito nel centro del nord Gallura più di dieci anni fa, faceva il giardiniere. Da poco aveva aperto una sua attività nel settore. Era conosciuto e stimato da tutti. Per il modo impeccabile con cui lavorava. Per l’amore verso la famiglia. E per l’amicizia solida costruita in poco tempo con i numerosi amici e i tanti compagni delle squadre di calcio a cinque di Palau e di Arzachena in cui ha giocato. «In campo ce le siamo sempre date – commenta incredulo l’amico Giovanni Deligios, ricordando le partite al palazzetto dello sport – Ce ne siamo dette di tutti i colori, ma finita la gara, seduti uno al fianco dell’altro, i colori dei nostri discorsi diventavano gli stessi. Mi chiedeva sempre se secondo me sarebbe tornato il grande Milan. Pazienza Grig, gli rispondevo, dobbiamo avere pazienza». E lui annuiva. «Cosa ti hanno fatto amico mio – commenta – cosa ti hanno fatto. Non te lo meritavi. Che la terra ti sia lieve, grande guerriero, possa il tempo alleviare il dolore di tua moglie e della tua splendida bambina. E di tutte le persone che ti vogliono bene. Non ti dimenticheremo. La solidarietà e l’abbraccio collettivo di Palau ci saranno sempre per la tua famiglia».
Non ha mai ripreso conoscenza e ieri si è saputo che i tentativi dei medici non sono bastati per salvare la vita di Grig, così lo chiamavano gli amici palesi. La sua vita è rimasta appesa al filo della speranza per sette giorni, durante i quali la comunità del paese gallurese si è stretta intorno ai suoi familiari. Con un abbraccio collettivo durante le veglie di preghiera nella chiesa parrocchiale, chieste dalla numerosa comunità di romeni, ben integrata da anni a Palau, da sempre considerata l’Eldorado dell’accoglienza e dell'integrazione in Gallura. Con una raccolta fondi per sostenere la degenza in ospedale e la permanenza dei familiari nel suo paese d’origine. O con striscioni, come quello che campeggiava all’ingresso di un bar che era solito frequentare: “Forza Grig, noi siamo qui, ti aspettiamo. Forza Nenno!” Una frase scritta su un lenzuolo bianco con una bomboletta spray di vernice rossa. E un cuore disegnato, per testimoniare a gran voce l’affetto di Palau.
«Siamo tutti molto dispiaciuti per la prematura morte del nostro compaesano, avvenuta per mano violenta nella sua città di Craiova – dice don Paolo Pala - Alla moglie Diana e alla sua bimba giunga l’abbraccio di Palau. Un abbraccio che già da qualche giorno assume la forza tenera e sicura della preghiera e della solidarietà. Il Signore accolga Gregorio nella sua pace, converta i cuori dei violenti, doni consolazione a quanti l’hanno conosciuto e amato». La comunità romena è stata la prima a chiedere al parroco di organizzare le veglie di preghiera. «Oltre a una raccolta spontanea di fondi – dice don Paolo – ideata nella convinzione che il cuore del ragazzo avrebbe continuato a battere a lungo. La solidarietà, come era normale, si è estesa a macchia d’olio in paese. Anche la Caritas parrocchiale ha dato un suo contributo. Era molto amato da tutti, da poco aveva aperto una sua attività. Quella di Gregorio è una bella famiglia, ben integrata con il paese che lo aveva accolto».
Vittima del brutale pestaggio in Romania da parte di una persona che non conosceva, Grig una settima fa era rimasto esanime per terra. Le indagini sono in corso, ma secondo indiscrezioni l’aggressore sarebbe già stato individuato. Il dramma sarebbe nato da un bisticcio per motivi ignoti, ma presto dalle parole si sarebbe passati ai pugni. Con esito purtroppo letale: Popescu, caduto per terra, è rimasto in coma cerebrale all’ospedale di Craiova per una settimana.
«È un omicidio commesso con totale gratuità», commenta il parroco dopo aver appreso la notizia del decesso. Nenno, altro soprannome di Gregorio, si era trasferito nel centro del nord Gallura più di dieci anni fa, faceva il giardiniere. Da poco aveva aperto una sua attività nel settore. Era conosciuto e stimato da tutti. Per il modo impeccabile con cui lavorava. Per l’amore verso la famiglia. E per l’amicizia solida costruita in poco tempo con i numerosi amici e i tanti compagni delle squadre di calcio a cinque di Palau e di Arzachena in cui ha giocato. «In campo ce le siamo sempre date – commenta incredulo l’amico Giovanni Deligios, ricordando le partite al palazzetto dello sport – Ce ne siamo dette di tutti i colori, ma finita la gara, seduti uno al fianco dell’altro, i colori dei nostri discorsi diventavano gli stessi. Mi chiedeva sempre se secondo me sarebbe tornato il grande Milan. Pazienza Grig, gli rispondevo, dobbiamo avere pazienza». E lui annuiva. «Cosa ti hanno fatto amico mio – commenta – cosa ti hanno fatto. Non te lo meritavi. Che la terra ti sia lieve, grande guerriero, possa il tempo alleviare il dolore di tua moglie e della tua splendida bambina. E di tutte le persone che ti vogliono bene. Non ti dimenticheremo. La solidarietà e l’abbraccio collettivo di Palau ci saranno sempre per la tua famiglia».
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