Allevatori delusi: ci vogliono ridurre al silenzio
I legali compatti: «Continueremo a portare avanti una difesa congiunta in tutta la fase processuale»
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SASSARI. «Siamo profondamente delusi: se lo Stato avesse profuso lo stesso impegno che sta mettendo nelle denunce per cercare di arrivare a un prezzo del latte equo, oggi parleremmo di due euro al litro». Così Gianuario Falchi, rappresentante del movimento dei pastori sardi che si definiscono “senza bandiere”, commenta i nuovi avvisi di garanzia per i partecipanti alle manifestazioni. Anche lui è finito tra il migliaio di denunciati: «Qui si sta processando il diritto a difendere il proprio lavoro – commenta – la politica deve iniziare ad occuparsi di questi cittadini onesti: siamo scesi in piazza per reclamare i nostri diritti. Ora, invece, ci stanno togliendo la libertà di esprimere i nostri pensieri. Costa sta facendo la politica in questo momento? – si chiede – Nessuno parla di queste denunce, né in Regione né nel Governo nazionale. Non si è dato peso alla protesta e alle persone e ancora oggi non si riesce a capire il problema».
«Come siamo stati uniti nelle proteste – dice Gianluigi Dettori, tra gli organizzatori della difesa legale degli indagati – lo saremo nel percorso delle aule dei tribunali». E sul suo profilo facebook afferma che quanto sta accadendo sul piano legale sarebbe «il risultato dell’incapacità delle istituzioni, dei politici regionali e nazionali, nell’affrontare la vertenza latte. Cercano di tappare la bocca e demoralizzare i pastori, notificando denunce, anche a donne e minorenni».
Cristina Puddu, avvocato vicino alle lotte del mondo rurale, insieme allo slogan “Io sto con i pastori” ha ricordato sui social che «la protesta per il prezzo del latte è stata la battaglia sarda più difficile e delicata di tutto il 2019» sottolineando come «perfino nel giorno di preparativi per l'arrivo del nuovo anno, quando si vorrebbe stare nella serenità degli affetti, c'è chi invece è stato chiamato in caserma per ricevere la notifica della denuncia. Per questo penso ai pastori, uomini e donne, impegnati a proteggere il valore ed il futuro del loro lavoro, e auguro di cuore nuova forza, e speranza nel domani migliore». (a.palm.)
«Come siamo stati uniti nelle proteste – dice Gianluigi Dettori, tra gli organizzatori della difesa legale degli indagati – lo saremo nel percorso delle aule dei tribunali». E sul suo profilo facebook afferma che quanto sta accadendo sul piano legale sarebbe «il risultato dell’incapacità delle istituzioni, dei politici regionali e nazionali, nell’affrontare la vertenza latte. Cercano di tappare la bocca e demoralizzare i pastori, notificando denunce, anche a donne e minorenni».
Cristina Puddu, avvocato vicino alle lotte del mondo rurale, insieme allo slogan “Io sto con i pastori” ha ricordato sui social che «la protesta per il prezzo del latte è stata la battaglia sarda più difficile e delicata di tutto il 2019» sottolineando come «perfino nel giorno di preparativi per l'arrivo del nuovo anno, quando si vorrebbe stare nella serenità degli affetti, c'è chi invece è stato chiamato in caserma per ricevere la notifica della denuncia. Per questo penso ai pastori, uomini e donne, impegnati a proteggere il valore ed il futuro del loro lavoro, e auguro di cuore nuova forza, e speranza nel domani migliore». (a.palm.)
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