Saldi al via in Sardegna: i consigli di Confcommercio
Interessano oltre 548mila famiglie sarde con una spesa media a famiglia di 291 euro, 97 euro pro capite
CAGLIARI. Interessano oltre 548mila famiglie sarde con una spesa media a famiglia di 291 euro, 97 euro pro capite: sono questi, secondo le stime di Confcommercio, i numeri dei saldi invernali che partono da oggi 4 gennaio in tutta la regione.
«È un evento molto atteso nonostante le promozioni proposte dai commercianti durante l’arco dell’anno – spiegano da Confcommercio –. I saldi coinvolgeranno il 75 per cento delle famiglie. Nella nostra regione la spesa media attesa è più bassa di quella del resto d’Italia, 291euro anziché 324 euro, con uno scarto di 33 euro a famiglia».
«Questo dipende non solo dal reddito medio pro capite, poco sopra i 17mila euro, ma anche dall’età media, superiore ai 46 anni, quindi con una propensione agli acquisti leggermente inferiore rispetto alle regioni con popolazioni residenti più giovani come la Lombardia che vanta anche redditi maggiori, vicini ai 25mila euro» commenta il Presidente Confcommercio Sardegna Nando Faedda.
L’invito di Confcommercio ai consumatori è di prediligere gli acquisti nei negozi di vicinato. «Questa scelta significa scegliere colori e tendenze dei prodotti di moda, toccare con mano la qualità, provare e trovare le taglie e le misure giuste, il tutto comodamente sotto casa, a prezzi molto competitivi e senza attese di un corriere o di dover ricorrere a procedure di reso. Senza contare che gran parte dei prodotti acquistati online arrivano a destinazione, con pacchi e imballaggi che dovranno essere smaltiti. Per questo abbiamo apprezzato l’introduzione della web digital tax per i colossi del web che vendono in Italia e ne auspichiamo una regolamentazione comune da parte della Ue, ma serve qualcosa in più a partire da una maggiore attenzione alle forti preoccupazioni delle attività che lavorano sulle nostre strade mantenendole vive con più luce, decoro e sicurezza».
Confcommercio cerca gli anticorpi per resistere all’assalto dei giganti digitali. «Comprare nei negozi è più sostenibile dal punto di vista dell’economia circolare, ambientale e decisamente molto più stimolante dal punto di vista relazionale». E l’associazione dei commercianti dà anche un po’ di suggerimenti da seguire durante gli acquisti dei saldi. «Per il corretto acquisto degli articoli in saldo – spiega Sara Pintus, coordinatrice regionale –, è importante ricordare alcuni principi di base. La possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Per la prova dei capi non c’è obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante. I capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Ma nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. C’è l’obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale».
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