La Nuova Sardegna

Parroco sorprende i ladri: aggredito nella canonica

di Luciano Onnis
 Parroco sorprende i ladri: aggredito nella canonica

Pirri, durante la colluttazione il prete è stato colpito con uno scalpello

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CAGLIARI. Nel cuore della notte ha scoperto i ladri in azione nella canonica della chiesa parrocchiale e li ha affrontati, ingaggiando una colluttazione e inducendoli a scappare. Don Eugenio Cocco, 55 anni, parroco della parrocchia San Gregorio Magno a Pirri, un omone di cento chili con la passione del rugby, non ha porto l’altra guancia e come un novello don Camillo, ha reagito senza paura davanti ai due ladri, poi risultati essere un uomo e una donna, completamente vestiti di nero e con passamontagna in testa. «Mi sono sembrati due Diabolik – ha poi commentato don Cocco mentre ieri mattina usciva dalla caserma del comando provinciale dei carabinieri dopo aver sporto denuncia con in testa una cuffietta di lana per nascondere la benda che ricopre la ferita suturata con 24 punti al pronto soccorso dell’ospedale Brotzu. È stato l’uomo della coppia ha colpirlo con uno dei tre punteruoli (più un grosso cacciavite) usati per forzare la porta d’ingresso della canonica. «In fondo si sono comportati da brave persone – ha detto forse un po’ ironicamente il sacerdote – avrebbero potuto farmi molto male ma si sono limitati. Anche la donna, a cui ero riuscito a sfilare parzialmente il passamontagna, non ha infierito su di me». I due aggressori, responsabili di tentata rapina impropria, sono poi riusciti a scappare, ma a mani vuote. «Ho provato anche a inseguirli – ha precisato il sacerdote –, ma si sono divisi e li ho persi di vista». Il fattaccio è accaduto intorno all’1,30 di ieri notte nella chiesa di San Gregorio Magno, a cui è accorpata la canonica con due appartamenti separati riservati ai sacerdoti della parrocchia, appunto don Eugenio e don Costantino. La sequenza l’ha raccontata lo stesso parroco: «Ho sentito qualche rumore insolito e mi sono alzato per andare a vedere – ha spiegato –. Come sono uscito nel vano scale che collega i nostri appartamentini alla chiesa, ho visto la porta della sagrestia semi aperta e la luce accesa. Ho pensato “di sicuro c’è don Costantino, i ladri non avrebbero acceso la luce”: invece si trattava proprio di due malfattori completamente vestiti di nero e travisati con passamontagna. Mi sono avvicinato per smascherarli ed è iniziata una colluttazione con entrambi, alla donna ho sfilato in parte il copricapo». Il prete ha ricevuto alcuni colpi di punteruolo in testa e ha riportato escoriazioni al volto. I due “Diabolik” hanno poi abbandonato l’insolito ring e sono fuggiti. È stato lo stesso prelato a chiamare i carabinieri che sono arrivati a Quartu seguiti da una squadra del Ris per i rilievi scientifici.

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