la nomina
Giardina comandante della Polstrada
di Luciano Onnis
Già capo di gabinetto della questura, sostituisce Giusi Agnello
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CAGLIARI. «Responsabilità, il senso di responsabilità individuale è determinante nella sicurezza sulla strada, per se stessi e per gli altri»: lo ha detto, prendendo possesso del suo nuovo incarico, Giuseppe Giardina, nuovo comandante regionale della Polizia stradale della Sardegna. E ha anche precisato: «Non esistono strade killer come vengono definite quelle arterie in cui avvengono spesso incidenti mortali – dice Giardina – per quanto ci siano quelle bisognose di interventi manutentivi, come ce ne sono alcune con qualche lacuna nei requisiti di sicurezza. Ma poi è l’automobilista che diventa protagonista della propria vita. Ciò che uccide non sono le persone, ma i comportamenti sbagliati e il mancato rispetto delle regole». Cinquantasette anni, originario di Carbonia ma di fatto cagliaritano da sempre, con lauree in giurisprudenza e specialistica in Scienze politiche, il nuovo comandante della Polstrada torna nella sua città per ricoprire un ruolo di vertice e di grande responsabilità, precedentemente ricoperto da Giusi Agnello, promossa questore a Ragusa. La sua carriera si è svolta prevalentemente nel capoluogo sardo: dal 1996 al 2000 direttore dell’Ufficio primo del compartimento della polizia ferroviaria di Cagliari, poi vice dirigente del reparto mobile, funzionario responsabile della sezione di polizia giudiziaria della Procura, dirigente della Divisione polizia amministrativa, sociale dell’immigrazione, dirigente a scavalco del compartimento di Cagliari della polizia ferroviaria, capo di Gabinetto della questura di Cagliari per nove anni, dal 2008 al 2017. Poi due anni a Roma come componente della struttura di missione per l’attuazione e l’ordinamento della polizia di Stato, quindi da ieri il ritorno a Cagliari come capo della polizia stradale in Sardegna. Dirige quattro sezioni provinciali e 12 distaccamenti, con un organico complessivo di poco superiore alle 300 unità. «Siamo numericamente in sofferenza – rileva Giardina – ma abbiamo una battaglia da combattere e la combatteremo in qualunque circostanza».
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