Il ministro dei trasporti: "Governo al lavoro sulla nuova continuità marittima"

La De Micheli risponde all’interrogazione di Peru (Cambiamo), ma non indica i tempi

SASSARI. Il ministro galleggia nel mare della tranquillità. Per Paola De Micheli il rinnovo della convenzione per la continuità marittima va a gonfie vele. E in modo forse un po’ lunare risponde all’interrogazione presentata dal gruppo di Cambiamo alla Camera. Dietro la richiesta del gruppo c’è il consigliere regionale Antonello Peru, che di recente ha aderito al partito fondato da Giovanni Toti.

I parlamentari hanno chiesto alla ministra informazioni sulla nuova convenzione. Quella attuale scade il 18 luglio 2020. Nel cuore dell’estate. La ministra, che nei giorni scorsi ha rassicurato i sindacati annunciando una proroga tecnica dell’attuale convenzione, ai parlamentari ha elencato tutti i passaggi burocratici che porteranno alla nuova convenzione. Ma in tutto il suo intervento non ha mai dato una cronologia. In altre parole, il punto di arrivo sarà un nuovo bando, ma quando questo entrerà in vigore il ministro non lo ha detto. «Il 20 giugno del 2019 il ministero ha comunicato alla Cin l’avvio della procedura di riaffidamento del nuovo servizio e la contestuale cessazione della convenzione alla scadenza naturale – scrive la ministra –. Per la pubblicazione del bando deve essere fatta una specifica attività istruttoria». E la De Micheli elenca l’iter. La verifica del mercato, l’imposizione degli obblighi di servizio pubblico, la stipula della convenzione. Quattro passaggi la cui durata resta incerta. Dal ministero fanno sapere che «la direzione generale ha già concluso l’analisi dei dati dell’offerta sul traffico merci e passeggeri».

Ma il ministro in un certo senso risponde anche alla Regione, e in particolare all’assessore dei Trasporti Giorgio Todde, che aveva messo in evidenza quanto fosse complicato avere notizie sull’iter della nuova convenzione.

«Per quanto riguarda il coinvolgimento della Regione si rappresenta che da oltre un anno è in corso un costante confronto con gli uffici per analizzare la domanda di mobilità marittima e per individuare le rotte, e per la verifica del mercato».

Poi precisa il ministero che «si procederà ad acquisire le manifestazione di interesse da parte delle imprese che hanno i requisiti per presentare un’offerta». A quel punto il ministero deve avere la certezza che nessuno sia disponibile a fare il servizio senza compensazione. Solo in assenza di manifestazioni di interesse si darà vita alla nuova convenzione.

«La risposta del ministro mi preoccupa – dice il consigliere regionale Antonello Peru –. Speravo che il governo fosse già alla fine di questo percorso. Perché la difficoltà di avere la continuità aerea e quella marittima possono diventare un’emergenza per i sardi e un disastro dal punto di vista turistico».

Boeddu. Sulla questione trasporti interviene anche il segretario regionale della Filt Cgil Arnaldo Boeddu. «Sono molto preoccupato per quanto potrebbe accadere ai sardi, agli imprenditori e agli stessi lavoratori del settore – dice Boeddu –. Per ora abbiamo la certezza che il bando della continuità aerea scadrà il 15 aprile. E quello nuovo non è stato ancora definito e autorizzato. Dovrà essere pubblicato per almeno 6 mesi. Se fosse pubblicato domani mancherebbe il tempo per rispettare i tempi previsti dalla normativa europea. E sono convinto che i commissari bocceranno la tariffa unica. Secondo me la Regione dovrebbe fin da ora attivarsi con l’Ue per sollecitare entro pochi giorni una risposta chiara ed esaustiva sul nuovo bando e, aver in ogni caso, la certezza di una proroga dell’attuale sistema. La Ct1 in vigore ora è piena di contraddizioni e problemi, ma almeno garantisce gli obblighi di servizio e tariffe certe e calmierate».

Boeddu chiede un intervento più deciso dell’assessore Todde. «Deve convocare intorno a un tavolo Alitaia e Air Italy e chiedere a entrambe di accettare la proroga dell’attuale sistema di continuità. Considerato che attualmente Air Italy esercisce le rotte in continuità da e per Olbia su Roma e Milano senza alcuna compensazione economica, in attesa del varo del nuovo bando, è necessario che non si crei alcun vuoto». Il rischio è che dal 16 aprile i sardi viaggino alle tariffe altissime imposte dal mercato. «Abbiamo visto e preso atto più volte cosa significhi, anche in questo settore, il libero mercato – conclude Boeddu –. Nelle festività appena trascorse, quando non si trovava più posto con Alitalia ed Air Italy, le tariffe per andare a Roma e a Milano sono salite fino a superare i 300 euro».



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