«Pericoli per la salute? Non ci sono prove»
La strada che porta al 5G sembra tracciata: «C’è una road map tecnologica da percorrere per far decollare la rivoluzione ma la nostra rete – dicono i responsabili di Linkem – è già 5G ready»,...
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La strada che porta al 5G sembra tracciata: «C’è una road map tecnologica da percorrere per far decollare la rivoluzione ma la nostra rete – dicono i responsabili di Linkem – è già 5G ready», predisposta per il cambiamento. L’operatore infatti utilizza già dal 2008 il sistema Fwa, Fixed wireless access, che si affida alla fibra nel tratto sino all’antenna per poi superare l’ultimo miglio con le onde radio. «Abbiamo intercettato il suo potenziale – spiega la responsabile comunicazione Claudia Pollio – puntando sull’utilizzo di frequenze licenziate già con la tecnologia Lte (quella utilizzata sinora, ndc). Le nostre reti saranno upgradate al 5G con la semplice sostituzione di alcuni componenti. Ciò consentirà da una parte agli utenti una navigazione molto più veloce, e dall’altra di abilitare le nuove applicazioni utili alle amministrazioni locali». Resta il problema non indifferente delle contestazioni che accompagnano i progetti di sviluppo della nuova tecnologia di quinta generazione e le richieste di chiarire i dubbi sulla pericolosità del 5G: «Anche di recente – risponde la Pollio – l’istituto superiore della sanità e il ministero dell’ambiente si sono espressi sull’argomento sollecitati dalle interrogazioni parlamentari: è emerso che a oggi non esistono prove di effetti delle radiofrequenze utilizzate per il 5G sulla salute umana. Questo anche perché sostanzialmente si tratta di onde elettromagnetiche che si propagano allo stesso modo dei sistemi precedenti, mentre è la rete a essere strutturata in maniera differente. Come operatori 5G e avendo avuto modelli di business basati sulla tecnologia wireless abbiamo sempre partecipato a tavoli tecnici di enti, ministeri e del comitato elettromagnetico italiano per fornire tutte le informazioni utili a garantire il monitoraggio sull’eventuale impatto per salute e ambiente». Ma le paure corrono sul filo, anzi, tramite wireless e in tutto il mondo è in corso una campagna che si oppone a una tecnologia secondo alcuni potenzialmente cancerogena. (a.palm.)
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