Intesa Cdp e Fondazione: 1,5 miliardi per l’isola
di Silvia Sanna
Al via il piano d’investimenti per creare infrastrutture e sostenere le imprese Risorse per export e innovazione ma anche per migliorare trasporti e sanità
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SASSARI. Una massiccia iniezione di fondi per dare gambe agli investimenti e offrire ossigeno alle imprese. Un tesoretto da 1,5 miliardi spalmati nel triennio 2019-2021 per aiutare l’edilizia a ripartire, favorire la ricerca, l’export e l’innovazione ma anche restituire dignità a un sistema di trasporti che mostra più di qualche pecca. I fondi arrivano dalla Cdp, Cassa depositi e prestiti, e come conferma il Sole 24 ore, sono il frutto di un accordo con la Fondazione di Sardegna, primo socio nel gruppo delle Fondazioni che detengono complessivamente il 16% circa del capitale della Cassa. Il primo passo è stato già compiuto a dicembre con l’apertura di due sedi a Sassari e Cagliari, con l’obiettivo da parte di Cdp di rafforzare la presenza nei territori così da fare conoscere la sua attività: entrambi gli “sportelli” sono ospitati nelle sedi della Fondazione di Sardegna. In ogni spazio gli addetti daranno informazioni sulle iniziative e sulle opportunità di investimento offerte in vari ambiti con l’obiettivo di sostenere un tessuto imprenditoriale in netta difficoltà, da aiutare anche nella delicata fase della progettazione. In cantiere progetti a medio e lungo termine lungo tutto il territorio nazionale con una attenzione particolare verso le aree in crisi come la Sardegna.
Iniezione da 1,5 miliardi. Il piano triennale guarda ai privati ma anche al pubblico, alle istituzioni. Dunque le Regioni e i Comuni, perché l’idea – come evidenziato dall’amministratore delegato di Cdp Fabrizio Palermo – è intervenire su settori cruciali per la collettività come le strade e le scuole. In Sardegna si tratta di due autentiche emergenze, considerati i tanti cantieri fermi e la viabilità in affanno e il quadro desolante dell’edilizia scolastica, con la maggior parte degli edifici vecchi e in condizioni precarie, in moltissimi casi privi delle certificazioni di sicurezza. E poi la sanità, con ospedali carenti dal punto di vista delle strumentazioni, insufficienti o inadeguate. Per questo Cassa depositi e prestiti in questa intesa con Fondazione di Sardegna guarda molto verso la Regione. Con la quale lo scorso settembre ha firmato un contratto di finanziamento di oltre 400 milioni di euro per investimenti considerati strategici.
La Regione. La strada è quella giusta, come sottolinea il presidente della Regione Christian Solinas: «È necessario pianificare maxi interventi infrastrutturali per garantire una prospettiva di crescita alla Sardegna» e dunque offrire alla collettività servizi fondamentali al momento carenti. E mentre in queste settimane al centro della discussione ci sono i trasporti aerei e marittimi, con i collegamenti appesi al filo delle scadenze e dei bandi, il pensiero di Solinas si concentra sul nodo dei trasporto ferroviari. Nell’isola viaggiano ancora le carrozze diesel e i treni sono obbligati a rimanere sotto una determinata velocità a causa di un sistema di rotaie molto datato. Ecco perché l’ipotesi concreta è dirottare una quota del miliardo e mezzo di euro per avviare una massiccia campagna di investimenti nel settore. Con il duplice obiettivo di reinserire nei cantieri molti lavoratori edili rimasti a spasso a causa della crisi che negli ultimi dieci anni ha paralizzato il comparto. Una parte di loro potrebbe essere impiegata anche nell’altro settore cardine, la sanità, in una terra dove come ricorda Solinas da decenni non si costruisce un nuovo ospedale nonostante la maggior parte delle strutture mostri evidenti segni del tempo.
Iniezione da 1,5 miliardi. Il piano triennale guarda ai privati ma anche al pubblico, alle istituzioni. Dunque le Regioni e i Comuni, perché l’idea – come evidenziato dall’amministratore delegato di Cdp Fabrizio Palermo – è intervenire su settori cruciali per la collettività come le strade e le scuole. In Sardegna si tratta di due autentiche emergenze, considerati i tanti cantieri fermi e la viabilità in affanno e il quadro desolante dell’edilizia scolastica, con la maggior parte degli edifici vecchi e in condizioni precarie, in moltissimi casi privi delle certificazioni di sicurezza. E poi la sanità, con ospedali carenti dal punto di vista delle strumentazioni, insufficienti o inadeguate. Per questo Cassa depositi e prestiti in questa intesa con Fondazione di Sardegna guarda molto verso la Regione. Con la quale lo scorso settembre ha firmato un contratto di finanziamento di oltre 400 milioni di euro per investimenti considerati strategici.
La Regione. La strada è quella giusta, come sottolinea il presidente della Regione Christian Solinas: «È necessario pianificare maxi interventi infrastrutturali per garantire una prospettiva di crescita alla Sardegna» e dunque offrire alla collettività servizi fondamentali al momento carenti. E mentre in queste settimane al centro della discussione ci sono i trasporti aerei e marittimi, con i collegamenti appesi al filo delle scadenze e dei bandi, il pensiero di Solinas si concentra sul nodo dei trasporto ferroviari. Nell’isola viaggiano ancora le carrozze diesel e i treni sono obbligati a rimanere sotto una determinata velocità a causa di un sistema di rotaie molto datato. Ecco perché l’ipotesi concreta è dirottare una quota del miliardo e mezzo di euro per avviare una massiccia campagna di investimenti nel settore. Con il duplice obiettivo di reinserire nei cantieri molti lavoratori edili rimasti a spasso a causa della crisi che negli ultimi dieci anni ha paralizzato il comparto. Una parte di loro potrebbe essere impiegata anche nell’altro settore cardine, la sanità, in una terra dove come ricorda Solinas da decenni non si costruisce un nuovo ospedale nonostante la maggior parte delle strutture mostri evidenti segni del tempo.
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