Attacco a Salvini sui social oggi il processo all’attivista
Un 24enne è accusato di diffamazione, istigazione a delinquere e minaccia La solidarietà delle associazioni pacifiste: «Esprimeva un pensiero politico»
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CAGLIARI. I fatti risalgono ormai a poco più di due anni fa, l’epilogo potrebbe andare in scena oggi. Mauro Aresu, antifascista e attivista cagliaritano, alle 11 di questa mattina sarà in Tribunala, difeso dall’avvocato Marcella Cabras, per difendersi dall’accusa di diffamazione, istigazione a delinquere e minaccia nei confronti del leader della Lega ed ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Nel 2017 Aresu aveva pubblicato un post su Facebook diretto proprio a Salvini, che da lì a poco sarebbe arrivato a Cagliari per partecipare al congresso regionale del Carroccio organizzato nel novembre dello stesso anno. Aresu aveva fatto un riferimento a piazzale Loreto, quello in cui il 29 aprile del 1945 venne esposto il cadavere di Mussolini e di altri gerarchi fascisti. Un riferimento che non è andato giù a Matteo Salvini, nonostante l’uso spesso spregiudicato dei social network che ha caratterizzato la linea politica dell’ex ministro. Salvini ha firmato la querela in prima persona, affidandola poi all’avvocato Claudia Eccher dopo aver deciso di costituirsi parte civile e di chiedere un risarcimento di 30mila euro all’attivista cagliaritano come risarcimento del danno che avrebbe subito. Durante la fasi preliminari del procedimento legale, il leader del Carroccio aveva proposto di chiudere la faccenda a patto che Aresu avesse reso le sue scuse, allegando anche una somma di denaro. La proposta era stata respinta in blocco perché Arresu era ed è convinto di non aver fatto altro che esprimere giudizi politici senza insultare o minacciare nessuno. «Ancora una volta i rappresentanti delle istituzioni italiane agiscono sentendosi offesi da chiunque esprima liberamente il proprio pensiero e rivolga loro critiche politiche – spiega l'associazione indipendentista Libertade esprimendo la solidarietà ad Aresu. Il caso del giovane attivista cagliaritano era rimbalzato da una pagina all’altra dei social network, dove era nato, in cui si fronteggiavno i sostenitori di Salvini e quelli di Aresu che, da quel giorno, ha utilizzato i social solo per discutere e pubblicizzare le sue attività politiche e sociali. L’ultimo accenno alla vicenda era arrivato poco dopo aver rifiutato la proposta di conciliazione: «Il ministro degli Interni – aveva scritto Aresu – dopo essersi avvalso dell'immunità parlamentare, aver fatto dilatare quei 49 milioni "spariti" dalle casse dello Stato in 89 comode rate annuali, fa la vittima contro uno degli sfigati di turno che incombe nella pesca a strascico dei suoi avvocati». (c.z.)
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