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5 Stelle contro la dorsale: «Utile solo per le lobby»

5 Stelle contro la dorsale: «Utile solo per le lobby»

Un documento firmato dai 14 parlamentari difende la sottosegretaria Todde: «Meglio puntare sulla rete elettrica per la fase di transizione dal carbone»

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CAGLIARI. Una polemica a tutto gas. I parlamentari 5 Stelle insorgono, proprio mentre la Regione e il governo sembrano avere trovato l’intesa sulla creazione della dorsale del metano. In realtà i 5 Stelle non hanno mai nascosto le loro perplessità, e più volte la sottosegretaria al Ministero dello sviluppo economico, Alessandra Todde, ha fatto emergere tutti i suoi dubbi sulla creazione di una dorsale. Anche quando sono iniziati ad arrivare i via libera da parte degli organismi tecnici ai tronconi nord e sud della dorsale.

E se il governatore Christian Solinas, che il metano lo ha sempre voluto, si è convertito anche alla necessità di creare una dorsale per permettere la distribuzione del gas a un prezzo fisso in tutta l’isola, i 5 Stelle hanno tracciato un’altra strada. Tutti sono consapevoli che l’addio al carbone sia inevitabile e necessario, ma se la Regione pensa alla dorsale come infrastruttura necessaria per la fase di transizione, i 5 Stelle sostengono che sia l’elettrodotto la scelta strategica, in attesa di puntare tutto sulle rinnovabili. E per rafforzare la loro posizione 14 parlamentari dell’M5s hanno firmato un documento. «Dopo aver fatto la campagna elettorale contro la dorsale del metano, il presidente della Regione Christian Solinas ha cambiato idea e vuole fare arrivare nell’isola costosissimi sistemi di approvvigionamento energetico, vecchi e obsoleti, che condannerebbero la Sardegna all'arretratezza – scrivono i parlamentari pentastellati –. L’obiettivo del governo nazionale e il nostro è garantire ai cittadini e alle imprese un sistema energetico moderno, competitivo e coerente con la sfida climatica. La Sardegna merita una discussione seria e costruttiva su come gestire una transizione energetica rispettosa del clima e dell’ambiente. Basata su numeri e bisogni veri, non sui numeri immaginari che oggi riempiono le cartelline dei lobbisti». A firmare il documento Pino Cabras, Luciano Cadeddu, Emanuela Corda, Paola Deiana, Elvira Evangelista, Emiliano Fenu, Maria Lapia, Ettore Licheri, Alberto Manca, Gianni Marilotti, Nardo Marino, Mario Perantoni, Lucia Scanu e Andrea Vallascas.

I parlamentari attaccano. «Sentiamo ogni giorno dichiarazioni mirabolanti sulla dorsale del gas come infrastruttura salvifica e risolutrice di ogni male esistente in Sardegna. Sentiamo parlare di numeri legati ai fabbisogni e ai consumi, ma i numeri ufficiali che l’Autorità per l’Energia ha commissionato alla società di ricerca Rse saranno disponibili soltanto nel prossimo mese di aprile. Solo su quei numeri e solo allora si potrà fare una valutazione sul sistema di trasporto gas, come espresso in modo inequivocabile dal Piano nazionale integrato energia e clima, il Pniec. Il kit dei lobbisti che promettono il nuovo paradiso terrestre, prevede poi sempre qualche frase disperata che vorrebbe isolare la sottosegretaria Alessandra Todde, incaricata di esprimere la linea del Governo, una linea che in tanti fanno finta di dimenticare: il gas si deve portare dove serve e si deve irrobustire la rete elettrica sarda per aumentare la produzione da fonti rinnovabili in sicurezza e per poter perseguire gli obiettivi di de-carbonizzazione del 2025 e del 2050. Il resto del pianeta parla di mobilità elettrica. In Sardegna troppi sembrano interessati a trasformare la nostra isola in un distributore di gas in conto terzi». (l.roj)



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