Vertenza Conad-Auchan il Garante apre l’istruttoria
La nuova dimensione dell’azienda italiana non garantirebbe la concorrenza Restano le preoccupazioni sul futuro dei 738 addetti nei centri commerciali sardi
3 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. L’Antitrust ha avviato l’istruttoria nei confronti di Bdc Italia, Conad e il sistema di cooperative associate dopo l’acquisizione del ramo italiano di Auchan. L’autorità garante ha aperto il provvedimento pubblicando dodici pagine sul bollettino numero 3 del 20 gennaio, che quindi dovrà concludersi entro 45 giorni dalla data di pubblicazione. Il motivo è spiegato nello stesso bollettino dal momento che l’Antitrust “Considerato il livello aggregato delle quote, che si attestano, in alcune aree, ben al di sopra del 50 per cento, unitamente alla rilevante e capillare presenza di punti vendita del sistema Conad sul territorio nazionale e all’importanza e notorietà delle insegne dei punti vendita acquisiti, si ritiene che l’operazione in esame possa ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva nei 101 mercati locali della vendita al dettaglio, a danno dei consumatori, determinando il rafforzamento o la costituzione di una posizione dominante”. In Sardegna il “dominio” di Conad dopo l’acquisizione di Auchan raggiunge la quota più alta nell’ex provincia di Olbia- Tempio dove Conad già deteneva una quota compresa tra il 20 e il 25 per cento, Auchan era invece titolare di una quota compresa tra il 25 e il 30 per cento che, sommate, porterebbero a una quota totale sul mercato gallurese compresa tra il 45 e il 50 per cento del totale. Leggermente meno estesa, ma comunque dominante, sarebbe la quota associata di Conad-Auchan nella vecchia provincia di Sassari, dove raggiungerebbe il 45 per cento. Alta, ma ancor meno dominante, la quota associata nella vecchia provincia di Cagliari, dove l’acquisizione di Auchan da parte di Conad occuperebbe il 40 per cento delle quote di mercato. Troppo, perché l’operazione trasformerebbe Conad nella prima catena italiana con una quota del 18,5 per cento. Da qui la preoccupazione che la “rilevante e capillare presenza dei punti vendita Conad sul territorio nazionale possa ostacolare in modo significativo la concorrenza”. Una situazione che potrebbe risolversi con la cessione, da parte di Conad, dei punti vendita nelle aree più inflazionate. Uno “spacchettamento” che sembra anche una delle poche soluzioni percorribile dai lavoratori ex Auchan, 738 impiegati nei quattro ipermercati dell'isola con il rischio che 420 dipendenti possano essere considerati esuberi. Un quadro che preoccupa anche la Regione che, in anticipo rispetto al resto d’Italia, ha aperto un tavolo permanente dedicato alla vertenza anticipato da un vertice in cui è stata sottolineata la volontà di evitare qualsiasi forma di cassa integrazione o licenziamento con la disponibilità, confermata dalla politica regionale, a presenziare a qualsiasi confronto nazionale. Una posizione apprezzata dai sindacati (non tutti, per la verità) che avevano indicato come punto di non ritorno proprio l’espressione dell’Antitrust chiedendo alla Regione di apire un confronto direttamente con l'azienda non appena il Garante avesse espresso il proprio parere sulla percorribilità dell'operazione. (c.z.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
