La Nuova Sardegna

«Ci hanno imposto di stare zitti»

di Giusy Ferreli
«Ci hanno imposto di stare zitti»

Le toghe ogliastrine non si presentano dopo l’invito «a non intervenire»

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LANUSEI. C'è una sedia vuota nell'aula magna del palazzo di giustizia di Cagliari. È quella del presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Lanusei Gianni Carrus che ha inscenato questa protesta in polemica con Giancosimo Mura, presidente della Corte d'appello del capoluogo. Mura nel porre limitazioni agli interventi dei presidenti dei Fori sardi ha auspicato che proprio le toghe ogliastrine evitassero di parlare. «Mai, prima d’ora, è accaduto che un presidente di Corte d’appello, peraltro facente funzioni, invitasse, per motivi oscuri, al “non intervento” alla cerimonia di Inaugurazione dell’anno giudiziario nella casa di tutti, avvocati di Lanusei compresi. La cerimonia – dice Gianni Carrus – è sempre stato un momento, seppure nelle opposte convinzioni, costruttivo. Un momento di dialogo e di critica tra i soggetti che operano nella giurisdizione a tutela dei diritti». Carrus ha preso atto “dell’invito” e per questo ha deciso di non partecipare alla cerimonia. Non solo: ha scritto una nota che è stata inviata, tra gli altri, anche al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede. «Auspichiamo per il futuro un sereno e proficuo confronto e di ascolto da parte di chi esercita funzioni di fondamentale equilibrio istituzionale e democratico nell’assetto ordinamentale e giuridico dello Stato verso un altro soggetto ugualmente fondamentale all’esercizio della giurisdizione e preposto alla tutela dei diritti». E sì che il suo intervento sarebbe servito a riportare l'attenzione sui problemi della giustizia in Ogliastra. Gli avvocati, nel mancato intervento, rimarcavano la necessaria presenza nel territorio di tutti i presidi di legalità e giustizia ed il loro potenziamento. «Le sedi giudiziarie di frontiera – avrebbe voluto ribadire Carrus –, e i piccoli uffici giudiziari più degli altri, soffrono il drammatico momento di crisi istituzionale, economica e sociale e della inefficiente risposta alle richieste dei cittadini che reclamano una giustizia celere ma soprattutto equa e giusta. Il presidio di legalità in Ogliastra, è messo in discussione con la paventata chiusura del carcere e con l'ipotesi di soppressione del tribunale».

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