ROMA TACE E QUI MUORE LA GIUSTIZIA
di MARCO BITTAU
Così va l’amministrazione della giustizia nel Belpaese: mentre a Roma si decide la riforma dell’istituto della prescrizione, manco fosse la panacea che risolve i mali della giustizia, in periferia si...
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Così va l’amministrazione della giustizia nel Belpaese: mentre a Roma si decide la riforma dell’istituto della prescrizione, manco fosse la panacea che risolve i mali della giustizia, in periferia si lasciano morire in silenzio, senza più magistrati, tribunali come quello di Tempio. Cioè un presidio strategico per l’amministrazione giudiziaria in Sardegna.
L’altro ieri gli avvocati galluresi - non senza sofferenza - hanno confermato quasi all’unanimità la linea dura: astensione a oltranza dalle udienze. Significa che per chissà quanto tempo ancora in Gallura non ci saranno processi. Una decisione dura ma inevitabile, visto il nulla che si muove a Roma. In questi mesi ci sono stati incontri, consultazioni, mezze promesse d’intervento e persino un disegno di ampliamento della pianta organica. Storie dal tribunale che verrà, i nuovi magistrati però servono subito per far fronte all’emergenza. Invece nulla di nulla. E avanti allora con la protesta a oltranza.
Eppure la situazione è talmente grave che nelle scorse settimane persino il Consiglio superiore della magistratura (la prima commissione al gran completo in ricognizione a Tempio) ha parlato di “Giustizia da terzo mondo”, aprendo così un altro fronte di guerra con gli stessi avvocati della Camera penale. Insomma, a parte i termini sprezzanti usati dal Csm, la fotografia è quella di un tribunale-polveriera che, sopravvissuto alle inchieste (i processi sono ancora in corso), oggi si trascina tristemente verso la paralisi. C’è da chiedersi, a proposito di “giustizia da terzo mondo”, se il giudizio severo espresso dal Csm include anche la variante “giustizia senza giudici”. Cioè un mostro che non dovrebbe proprio esistere, neanche nei paesi meno civilizzati.
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’altro ieri gli avvocati galluresi - non senza sofferenza - hanno confermato quasi all’unanimità la linea dura: astensione a oltranza dalle udienze. Significa che per chissà quanto tempo ancora in Gallura non ci saranno processi. Una decisione dura ma inevitabile, visto il nulla che si muove a Roma. In questi mesi ci sono stati incontri, consultazioni, mezze promesse d’intervento e persino un disegno di ampliamento della pianta organica. Storie dal tribunale che verrà, i nuovi magistrati però servono subito per far fronte all’emergenza. Invece nulla di nulla. E avanti allora con la protesta a oltranza.
Eppure la situazione è talmente grave che nelle scorse settimane persino il Consiglio superiore della magistratura (la prima commissione al gran completo in ricognizione a Tempio) ha parlato di “Giustizia da terzo mondo”, aprendo così un altro fronte di guerra con gli stessi avvocati della Camera penale. Insomma, a parte i termini sprezzanti usati dal Csm, la fotografia è quella di un tribunale-polveriera che, sopravvissuto alle inchieste (i processi sono ancora in corso), oggi si trascina tristemente verso la paralisi. C’è da chiedersi, a proposito di “giustizia da terzo mondo”, se il giudizio severo espresso dal Csm include anche la variante “giustizia senza giudici”. Cioè un mostro che non dovrebbe proprio esistere, neanche nei paesi meno civilizzati.
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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