Rottura tra Regione e Ue, per la continuità territoriale dei voli si rischia il caos

Fonti europee: solo incontri informali. Solinas: la Commissione smentisca

CAGLIARI. Sulla Continuità aerea da e per la Sardegna «siamo solo ai preliminari». A gelare il fresco ottimismo della Regione su un possibile lasciapassare immediato o quasi, è una fonte autorevole di Bruxelles. Però smentita, a breve giro di posta elettronica, dal governatore Christian Solinas in prima persona: «Tutte le interlocuzioni da noi avviate dopo il 13 novembre, attraverso la rappresentanza italiana presso l’Unione europea, hanno avuto sempre carattere formale ed è offensivo per i sardi che siano derubricate invece a discussione informale». Eppure, neanche un’ora prima, la fonte autorevole ma anonima, citata dall’agenzia Ansa, aveva fatto trapelare tutt’altro: «Siamo lontani dalla fase finale», escludendo quindi «una risposta, in tempi rapidi, dopo la recente videoconferenza». In sostanza, la ricostruzione europea sul vertice sembra essere quasi del tutto opposta rispetto a quella dell’assessore ai trasporti Giorgio Todde, quarantott’ore fa. «L’ultimo confronto – le sue recenti parole in Consiglio regionale – è andato bene. Sono sicuro che una risposta definitiva arriverà al più presto». Ma su cosa? Semmai sull’ultimo modello svelato dalla Regione, e poi sintetizzato nei sette mesi su dodici spalancati al libero mercato per i passeggeri non residenti? Chissà.

Lo scontro. «Non è possibile che ci sia un nostro parere rapido – fa sapere ancora la fonte europea – perché non siamo ancora nella fase di convalida da parte della Commissione o dei servizi della Commissione, e poi perché le autorità italiane, con cui abbiamo avuto finora incontri informali, devono sempre presentarci alcuni reali elementi aggiuntivi rispetto alla proposta». Nient’altro da aggiungere, stando a Bruxelles, ma non per il presidente Solinas. Nella replica, è andato dritto sul bersaglio: «Ci aspettiamo un’immediata presa di distanza, ferma e autorevole, rispetto alle parole attribuite a fonti della Commissione europea, che, in un momento così delicato, potrebbero danneggiare invece in maniera irreparabile il progetto che abbiamo presentato». Perché, stando al comunicato del governatore, «un progetto della Sardegna è stato trasmesso dalla Regione, attraverso il ministero ai trasporti e poi inoltrato, tramite la rappresentanza italiana, alla Commissione europea». Quindi, «tutte le interlocuzioni da noi avviate sono state sempre formali, e come tali abbiamo gestito tutte le richieste di chiarimento arrivate della stessa Commissione su modifiche o integrazioni al nostro progetto». Per chiudere il comunicato con questa dichiarazione: «L’importanza del tema dei trasporti e del diritto alla mobilità per i sardi, a questo punto, non può essere derubricato a “discussione informale”, tutto questo sarebbe profondamente ingiusto oltreché offensivo per la Sardegna», ed ecco per questo che «sollecito un’immediata smentita».

Lo stallo. Da Bruxelles, almeno per adesso, non sono arrivate né controrepliche o altre indiscrezioni sulla qualità e la quantità del confronto fra l’Europa e la Sardegna, mediato dal governo italiano. Sta di fatto che lo scontro a distanza, appena raccontato, è esploso a soli 70 giorni dal 16 aprile, giorno in cui scadrà ad Alghero, Cagliari e Olbia il vecchio modello di continuità territoriale aerea, e senza una proroga, anche questa dovrà essere concessa dall’Unione europea, potrebbe scatenarsi un caos spaventoso nei voli e da per la Sardegna. Purtroppo l’ultimo incidente diplomatico fra la Regione e Bruxelles non sembra lasciar presagire nulla di buono, considerando che da diverse settimane sono tra l’altro bloccate le prenotazioni su tutti i voli da metà aprile in poi, e quindi anche d’estate, il che è persino peggio. In questa incertezza senza fine, non può che ritornare alla mente il recente sfogo dell’assessore Todde: «Sono preoccupato. Da settimane questa storia non mi fa dormire». Nella speranza soprattutto che la prossima Ct1 non diventi addirittura un incubo per lui e i sardi.

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