Gestori degli aeroporti, no alla tassa di sbarco
«Si rischia il caos». Anche gli armatori contrari alla proposta di legge: «Spremere i turisti è un errore»
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CAGLIARI. Gli armatori e le società che gestiscono gli aeroporti hanno detto no a una nuova possibile tassa di sbarco, dovrebbe essere intorno ai 5 euro, caricata su ogni turista. La bocciatura è arrivata nell’aula della commissione del Consiglio regionale, che sta discutendo la proposta di legge presentata dal gruppo Udc-Cambiamo. «La nuova imposta – ha detto Franco Del Giudice di Assoarmatori – diventerà purtroppo un secondo balzello. Nessun Comune costiero, vedrete, rinuncerà agli attuali ricchi incassi della tassa di soggiorno e a quel punto i balzelli diventeranno due». Ancora: «La tassa avrebbe di sicuro soprattutto un effetto devastante sulla cosiddetta bassa stagione in cui invece è proprio il prezzo basso ad attirare il turista». Anche il Gruppo Grimaldi, con Eugenio Cossu, ha alzato un muro: «Dovremo caricare l’imposta sui passeggeri, ma tutti sappiamo bene che l’estate è da sempre il momento peggiore, qualunque sia il motivo, per aumentare il costo dei biglietti». Sulla stessa linea la Tirrenia, con Ivan Caddeo: «Incidere sulla capacità di spesa per le vacanze delle famiglie è un errore clamoroso». A dichiararsi perplesse sono state anche le società aeroportuali di Cagliari, Olbia e Alghero: «Senza regole chiare – hanno detto – rischiamo di i scatenare il caos nel momento in cui i passeggeri dovranno pagare l’imposta. Sarà caricata nei biglietti, oppure dovrà essere riscossa all’arrivo?» Alle critiche ha replicato l'assessore al turismo Gianni Chessa: «La Giunta è d’accordo sulla necessità che il turista dia un suo contributo per migliorare la qualità dei servizi non solo nei Comuni costieri ma dappertutto, come per altro accade da tempo in tutto il mondo. Certo, è importante che quella di sbarco non si sovrapponga alla tassa di soggiorno e quindi il turista dovrà pagarne una sola». Una seconda replica è arrivata dal consigliere regionale Antonello Peru, il primo ad aver firmato la proposta di legge. «Usciamo da un equivoco che ci trasciniamo dietro da mesi. Quello che proponiamo è un contributo d'ingresso e alla fine costerà anche meno. Sarà pagato una sola volta, al momento dello sbarco, mentre la tassa di soggiorno è giornaliera».
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