La Nuova Sardegna

Le manovre con l’Europa per sbloccare la Continuità

di Luca Rojch
Le manovre con l’Europa per sbloccare la Continuità

Solinas 3 giorni a Bruxelles. Incontri con i commissari e i governatori

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SASSARI. L’oggetto del desiderio è a portata di mano. Ma questo lo ha reso ancora più prezioso e affascinante.

Il governatore Christian Solinas cerca di trovare una soluzione al rompicapo della Continuità. Per conquistare l’indipendenza dei cieli serve un cambio di passo. Le trattative di queste settimane non sembrano avere scalfito la scorza imperturbabile dei tecnici dell’Europa.

La giunta lavora su diversi fronti per portare a casa il via libera al bando, che sembra avere subito un rallentamento.

Missione Bruxelles. Solinas sarà a Bruxelles l’11, il 12 e il 13 febbraio: deve partecipare al Comitato delle Regioni. Là cercherà di incontrare anche i vertici dei dirigenti dei Trasporti e della Concorrenza dell’Ue. Ma non c’è nulla ancora di ufficiale o confermato. Il governatore cercherà di convincere l’Europa della necessità di dare il via libera al bando.

Le strade. Il governatore lavora su strategie parallele. In Europa ha chiesto aiuto alla Lega. E il capo delegazione e componente della commissione trasporti al parlamento europeo Marco Campomenosi, con il deputato Edoardo Rixi, hanno incontrato alcune istituzioni Ue sul tema della Continuità territoriale. «Ci siamo attivati fin da subito come interlocutori di entrambe le parti, Regione e Commissione Europea, per trovare in tempi brevi una soluzione che difenda i diritti dei sardi».

Il ponte. Ma Solinas il 12 incontrerà anche il governatore della Corsica Gilles Simeoni. Il tema della conversazione è la convergenza su punti comuni. Su tutti quello dei trasporti. Solinas vuole capire se ci sono margini di intesa per una collaborazione e un’azione comune davanti all’Europa. Potrebbe essere secondo indiscrezioni una sorta di strategia alternativa rimasta coperta fino a questo momento, in caso di fallimento del modello di Ct1.

Il dialogo con Bruxelles. Ma nello stesso tempo la Regione porta avanti il dialogo con Bruxelles. E filtrano anche i dettagli dei punti di distanza tra la Regione e l’Europa sul contenuto del bando.

Dimensionamento. Il primo punto di distanza riguarda il dimensionamento. Per Bruxelles l’8 per cento dei posti deve essere lasciato al libero mercato. Più o meno 200mila posti che dovrebbero essere messi a disposizione alle compagnie che operano fuori dagli oneri della continuità. La Regione su questo punto si è detta pronta ad accontentare i commissari. Ma ha posto come condizione che si tenesse conto della crescita dei passeggeri, oltre un milione negli ultimi 5 anni, per calcolare il giusto dimensionamento.

La tariffa. L’altro aspetto del confronto riguarda la tariffa, che per l’Europa non può essere unica, come chiesto dalla Regione. Si è arrivati alla doppia tariffa. Con i non residenti che in inverno devono pagare fino al doppio dei residenti. Mentre per l’estate, da marzo a ottobre, l’Ue chiede che non ci siano tetti di prezzo per i non residenti. Ma la Regione anche su questo punto ha dato il suo ok. Ci si aspettava che l’Ue desse il suo via libera. Ma il placet non è arrivato e i commissari hanno scelto di prendere altro tempo.

Per la giunta un’emergenza che giorno dopo giorno diventa maggiore. Perché dal 16 aprile anche la proroga dell’attuale sistema scadrà. E per quella data ci dovrà essere un piano b elaborato dalla Regione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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