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Fondi europei: meno bandi e più semplici

Fondi europei: meno bandi e più semplici

Gli assessori Fasolino e Zedda in commissione. Con l’Obiettivo 1 l’isola riceverà oltre un miliardo 

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CAGLIARI. L’Europa lo ha detto diversi mesi fa: la Sardegna è diventata più povera e dovrà avere più soldi per uscire dalla crisi dopo essere stata retrocessa da regione in transizione a territorio meno sviluppato. Le prime stime fanno sapere che i contributi in arrivo da Bruxelles aumenteranno del 30 per cento, passando da 2,8 miliardi a quasi oltre 3,5.

La strategia. Come saranno spesi i contributi europei? In attesa della Finanziaria 2020, la Giunta continua a essere in forte ritardo, sono stati gli assessori al bilancio, Giuseppe Fasolino, e al lavoro, Alessandra Zedda, ad annunciare quale dovrebbe essere la strategia del centrodestra. «Non ripeteremo – hanno detto – gli errori del passato, con troppi bandi aperti in contemporanea, che, alla fine, hanno provocato un ingorgo nella spesa, nell’assegnazione ai Comuni e alle imprese». Anche se finora l’Europa mai ha bocciato la Sardegna, considerandola una regione lenta nel mettere a correre i contributi. Anzi, gli ultimi report diffusi da Bruxelles sostengono l’esatto contrario. Nella programmazione 2014-2020, quella che sta per chiudersi, la Sardegna ha utilizzato tutti i 930 milioni del Fondo per lo sviluppo regionale e gran parte di quelli, 600, in carico all’assessorato al lavoro per combattere la disoccupazione. L’unico asse andato finora avanti a singhiozzo sarebbe invece il Piano di sviluppo rurale, con in cassaforte un miliardo e 300 milioni, ma in questo caso i ritardi sarebbero in gran parte colpa della macchina burocratica.

Le prospettive. Se quella appena descritta è la sintesi di un passato abbastanza recente, gli assessori Fasolino e Zedda sono andati oltre. Nell’aula della commissione bilancio del Consiglio regionale, hanno fatto sapere di essere ormai proiettati verso la programmazione 2021-2027, anche se non sanno ancora con esattezza quanti finanziamenti saranno assegnati alla Sardegna. «Siamo comunque impegnati a pianificare diversi interventi – hanno detto – Perché ai sardi non interessa come si chiamano o si chiameranno i bandi. A chi cerca lavoro interessa sapere invece se gli stessi bandi sono in grado di rispondere alle loro richieste. È inutile pubblicare bandi perfetti, se poi il risultato finale è zero».

Gli obiettivi. Stando alle prime indiscrezioni, la strategia del centrodestra dovrebbe essere quella di pubblicare bandi più semplici e soprattutto mirati sui territori. «Vogliamo utilizzare al meglio – è stata la conclusione degli assessori – i finanziamenti in più che arriveranno da Bruxelles, per risalire il più in fretta possibile la classifica europea del prodotto interno lordo pro capite». Nell’ultimo censimento economico, c’è scritto che la Sardegna ha una ricchezza di 30 punti in meno rispetto alla media europea ed è per questo che è stata retrocessa di una posizione. (ua)

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