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L’Ats commissariata la riforma in alto mare

L’Ats commissariata la riforma in alto mare

Sanità, la Giunta ha prorogato di altri sei mesi il contratto al manager Steri Il piano di riordino con il ripristino delle Asl non sarà completato prima del 2021

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CAGLIARI. La riforma della sanità continua a viaggiare a scartamento ridotto. Prima che entri in vigore, ci vorranno ancora diversi mesi e comunque non sarà prima del 2021. A confermarlo è la Giunta, che ha allungato fino a giugno il contratto al commissario straordinario dell’Ats Giorgio Steri. È la terza proroga da quando il manager cagliaritano s’è insediato, era metà agosto, e dopo che, a dicembre, l’incarico gli era confermato per altri 60 giorni e quindi fino all’inizio di febbraio. Per evitare il vuoto amministrativo, giovedì, la Giunta ha confermato Steri fino a luglio. Stesso percorso seguirà il commissario straordinario dell’Azienda Brotzu, Paolo Cannas. Anche per lui l’incarico è stato prorogato fino all’estate. Nella delibera, invece, non c’è ancora traccia del commissario dall’Azienda universitaria di Sassari, che finora non è stato nominato. e infatti il mandato continuerà a essere nelle mani di Nicolò Orrù, l’attuale direttore facente funzioni.

Le motivazioni. I contratti di Giorgio Steri, che è pensionato e quindi non percepisce lo stipendio dall’Ats, e Cannas sono stati prolungati dalla Giunta per due motivi. Il primo: non è stata ancora conclusa – è scritto nella delibera – «la selezione per formare l’elenco degli idonei che potranno ricoprire in futuro l’incarico di direttore generale dell’Asl unica, del Brotzu e dell’Azienda di Sassari». L’avviso è stato pubblicato a dicembre, le domande sono state protocollate un mese dopo, ma la commissione esaminatrice non ha concluso le selezioni fra i manager iscritti nell’elenco nazionale degli idonei a ricoprire il ruolo di direttore generale nella pubblica amministrazione. Il secondo motivo è più politico che tecnico. La riforma sanitaria, con l’azzeramento dell’Ats e il ritorno delle Asl, saranno otto, non è ancora all’ordine del giorno della commissione del Consiglio regionale, che dovrà discuterla, correggerla e approvarla prima del lasciapassare definitivo dell’aula. Secondo le previsione, questo cammino dovrebbe cominciare fra aprile e maggio, e comunque subito dopo il via libera del Consiglio alla Finanziaria 2020. Con la riforma, approvata dalla Giunta a dicembre, oltre al ritorno delle Asl, che saranno autonome e dovrebbero entrare a regione all’inizio del 2021, è prevista anche la nascita dell’Azienda regionale per la salute, l’Ares, che dovrà gestire gli acquisti e il personale. Mentre ritorneranno a essere le Asl a organizzare in prima persona gli ospedali e la sanità territoriale.

La struttura. Rispetto alla prima proposta presentata dal governatore Solinas e dall’assessore Mario Nieddu alla coalizione di centrodestra, a settembre, la bozza della riforma è stata modificata a dicembre proprio dalla Giunta. La differenza sostanziale fra le due versioni, va ricordato che comunque solo l’ultima sarà trasmessa al Consiglio, è proprio il controllo politico da parte dell’assessorato sul manager dell’Azienda regionale e su quelli che guideranno le otto Asl. I nuovi organismi – c’è scritto nella delibera approvata a Natale – «dovranno agire seguendo gli indirizzi della Giunta, che avrà il potere di sospendere o revocare l’incarico ai direttori generali nel caso in cui non rispettino il mandato».

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