La Nuova Sardegna

Abbanoa, rinviato il passaggio delle azioni

Abbanoa, rinviato il passaggio delle azioni

La Regione: la ristrutturazione della società è appena iniziata. Sì alla legge per i gazebo tutto l’anno

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. La Regione avrà un altro anno di tempo per trasferire le azioni con cui controlla Abbanoa, ha il 70 per cento, ai Comuni. Mentre i titolari delle concessioni demaniali non dovranno smontare i gazebo alla fine della stagione estiva. Sono queste le ultime due leggi approvate dal Consiglio regionale, con il solo voto del centrodestra.

Abbanoa. Presentata dal capogruppo della Lega, Dario Giagoni, la legge è stata considerata indispensabile dall’assessore ai lavori pubblici Roberto Frongia, perché «abbiamo ancora bisogno di tempo per riorganizzare Abbanoa e renderla di nuovo efficiente». La Giunta, nell’intervento, ha sfruttato l’occasione per criticare anche la gestione dell’amministratore unico, Abramo Garau, che si è dimesso poche settimane fa: «Ha ritardato il confronto sul piano di ristrutturazione che avevamo sollecitato. Per questo, a suo tempo, non abbiamo votato l’ultimo bilancio. Ora, invece, possiamo cominciare a parlare di ristrutturazione, e il primo passo sarà la nomina non più di un uomo solo al comando ma del consiglio d’amministrazione», ha detto l’assessore. Ma i Progressisti, soprattutto con Massimo Zedda, hanno contestato questa ricostruzione. «Con l’ennesimo rinvio, non fate altro che non rispettare quanto imposto, ormai anni fa, dall’Autorità anticorruzione, e quindi continuate a far sopravvivere una situazione illegale, mentre avreste dovuto già trasferire le azioni ai Comuni». La leggina è comunque passata grazie al voto compatto del centrodestra.

Gazebi. Anche la seconda legge è stata presentata da Dario Giagoni della Lega. «Ai concessionari dobbiamo finalmente dare la certezza di poter investire a lunga scadenza. Abbiamo cominciato a farlo, prorogando le licenze fino al 2033. Ora proseguiamo con la possibilità che possano mantenere le strutture in piedi, senza smontarle, anche nei mesi di spalla». Sulla legge è arrivato il parere favorevole dell’assessore all’urbanistica Quirico Sanna. L’opposizione, invece, ha tirato su le barricate. «È solo una scorciatoia per aggirare i Piani di gestione dei litorali, o evitare che i Comuni li approvino, e soprattutto va contro gran parte delle regole del Piano paesaggistico regionale», ha detto Maria Laura Orrù dei Progressisti. Per proseguire: «Questa legge sarà impugnata dal Governo, perché, ancora una volta, questa maggioranza vuole decidere su competenze che invece sono un’esclusiva dallo Stato». Gianfranco Satta, sempre dei Progressisti, è andato oltre: «State illudendo i concessionari, le regole non possono essere spazzate via da una legge scritta male e inapplicabile». Nonostante uno scontro acceso in aula il testo è stato approvato dal centrodestra. Nella sostanza, entro fine ottobre, i concessionari potranno presentare ai Comuni la domanda per non smontare le strutture negli stabilimenti balneari, purché garantiscano almeno dieci mesi di attività.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative