Scuola, progetto Idea per la didattica del futuro
Finanziato dalla Regione, realizzato da “Educational tecnology” e Crs4, coinvolgerà 65 istituti
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CAGLIARI . Il progetto per la scuola del futuro si chiama «Idea», una sigla che per sviluppata per esteso si legge come “innovazione”, “didattica” “e apprendimento”. “Idea” è stato presentato a Cagliari durante una due giorni di confronto internazionale. Ha coinvolto, nel biennio 20818-2019, e coinvolgerà fino a maggio 65 scuole: 13 a Sassari, 12 a Nuoro e 40 fra la Provincia del Sud Sardegna e Cagliari.
Di fatto i protagonisti sono stati e saranno più di quattrocento insegnanti e 10mila studenti. Finanziato dalla Regione, con i fondi del piano di azione e coesione, ha come capofila il gruppo Educational technology del Crs4 e Sardegna ricerche.
L’obiettivo è chiaro e ambizioso: «Condizionare in senso costruttivo la scuola, perché adotti gli strumenti innovativi destinati a potenziare l’integrazione tra innovazione tecnologica e didattica». Di fatto è un’apertura a tutto quello che oggi è il mondo di internet, dai social fino a toccare le novità più recenti come la realtà aumentata. Ma il pacchetto non è entrato e non dovrà entrare nelle classi in modo scomposto: ha avuto e avrà sempre come tramite gli insegnanti. Spetterà ai docenti il compito dell’introduzione dei nuovi strumenti: «Devono avere e avranno a disposizione – il progetto durerà fino a maggio – gli strumenti e le strategie per essere critici su realtà aumentata, accesso remoto, internet delle cose e intelligenza artificiale». Salvo poi iniziare a muovere i primi passi in solitudine, sebbene sempre sotto il controllo dei docenti: «Ogni volta che Idea, attraverso i tutor, ha aiutato e aiuterà un docente a essere consapevole e esserci sarà proprio lui a far da guida, nelle classi, sugli effetti dell’innovazione nella didattica». Realizzato durante l’orario scolastico, e in questo senso non sono previste variazioni sul percorso scelto , il progetto ha seguito tre direttrici. A cominciare dalla realtà aumentata, portando all’esterno della scuola dei contenuti geolocalizzati. Poi il pensiero computazionale o, meglio, attraverso quali sistemi dialoghino fra loro i dispositivi, permettendo agli studenti di proporre un loro prototipo. Infine, l’intelligenza artificiale con la realizzazione di mappe autonome concettuali. In questi giorni, a Cagliari, c’è stata una prima verifica del progetto «Idea», con un questionario diffuso fra gli insegnati che hanno partecipato alla prima fase e il risultato è stato positivo, perché è migliorato il rapporto fra la scuola e il mondo delle tecnologie. Insomma, i primi passi hanno avuto esiti decisamente positivi e ora il progetto può iniziare navigare in tutta sicurezza verso la seconda fase, anticipando un discreto pezzo di futuro agli studenti che partecipano alla sperimentazione didattica.
Di fatto i protagonisti sono stati e saranno più di quattrocento insegnanti e 10mila studenti. Finanziato dalla Regione, con i fondi del piano di azione e coesione, ha come capofila il gruppo Educational technology del Crs4 e Sardegna ricerche.
L’obiettivo è chiaro e ambizioso: «Condizionare in senso costruttivo la scuola, perché adotti gli strumenti innovativi destinati a potenziare l’integrazione tra innovazione tecnologica e didattica». Di fatto è un’apertura a tutto quello che oggi è il mondo di internet, dai social fino a toccare le novità più recenti come la realtà aumentata. Ma il pacchetto non è entrato e non dovrà entrare nelle classi in modo scomposto: ha avuto e avrà sempre come tramite gli insegnanti. Spetterà ai docenti il compito dell’introduzione dei nuovi strumenti: «Devono avere e avranno a disposizione – il progetto durerà fino a maggio – gli strumenti e le strategie per essere critici su realtà aumentata, accesso remoto, internet delle cose e intelligenza artificiale». Salvo poi iniziare a muovere i primi passi in solitudine, sebbene sempre sotto il controllo dei docenti: «Ogni volta che Idea, attraverso i tutor, ha aiutato e aiuterà un docente a essere consapevole e esserci sarà proprio lui a far da guida, nelle classi, sugli effetti dell’innovazione nella didattica». Realizzato durante l’orario scolastico, e in questo senso non sono previste variazioni sul percorso scelto , il progetto ha seguito tre direttrici. A cominciare dalla realtà aumentata, portando all’esterno della scuola dei contenuti geolocalizzati. Poi il pensiero computazionale o, meglio, attraverso quali sistemi dialoghino fra loro i dispositivi, permettendo agli studenti di proporre un loro prototipo. Infine, l’intelligenza artificiale con la realizzazione di mappe autonome concettuali. In questi giorni, a Cagliari, c’è stata una prima verifica del progetto «Idea», con un questionario diffuso fra gli insegnati che hanno partecipato alla prima fase e il risultato è stato positivo, perché è migliorato il rapporto fra la scuola e il mondo delle tecnologie. Insomma, i primi passi hanno avuto esiti decisamente positivi e ora il progetto può iniziare navigare in tutta sicurezza verso la seconda fase, anticipando un discreto pezzo di futuro agli studenti che partecipano alla sperimentazione didattica.
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