La Nuova Sardegna

Sugherificio Molinas, una storia lunga 100 anni

di Pietro Zannoni
Sugherificio Molinas, una storia lunga 100 anni

L’azienda ha diversificato gli investimenti e adesso scommette sullo sviluppo del turismo  

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CALANGIANUS. Nel paese del sughero vivono tre centenari, quattro se si conta anche il secolo di vita del sugherificio Molinas. Il centesimo compleanno è caduto il 14 febbraio, festa di San Valentino. In un paese che ora vive un periodo di crisi, il loro stabilimento è il fiore all’occhiello.

La loro è una storia di successo che arriva da lontano. L’avo Pietrino lascia moglie e figlio nel 1913 per tentare la fortuna negli Usa. Non va bene, torna a casa e inizia la sua attività. Poi gli subentra Peppino ma i frutti del lavoro arrivano dagli anni settanta. Loro l’America l’hanno trovata in Gallura. I figli di Peppino e mamma Nina oggi portano avanti la Molinas Peppino & Figli Spa, sede a Calangianus, produttrice di sughero. La ricorrenza del secolo di vita sarebbe passata inosservata, ma in tempi di social niente resta nascosto. Linkedin, il social delle aziende e dei professionisti, ha ricordato a tutti i contatti: "«Fai gli auguri al Sugherificio Molinas, compie 100 anni!». Il tam tam è partito nonostante i fratelli Molinas facciano del basso profilo la loro caratteristica. Nella sede dello stabilimento tutto procede come se niente fosse. Stesso ritmo e stessa attenzione. Oggi l’azienda va avanti anche grazie a una bella schiera di nipoti di zio Peppino. La loro “sugheriera” è definita” un’azienda del settore economico autoctono sardo. Una fabbrica verde, che tratta una materia naturale”. E mentre le cronache parlano di licenziamenti, chiusure e famiglie sul lastrico, il Sugherificio Peppino Molinas & Figli spa fattura 31 milioni (dato del 2018), chiude i bilanci in utile, guarda alla bioedilizia con i pannelli isolanti e ai mercati della Cina oltre conservare rapporti commerciali con i migliori produttori di vini e champagne. Ogni giorno, centinaia di dipendenti producono 2 milioni di tappi di sughero estratto in 8mila ettari di boschi. Ha una filiale a San Bonifacio (Verona) una società commerciale in Germania (Molinas Cork) e la Portital, in Portogallo. La Molinas ha diversificato gli investimenti nel settore del turismo e della nautica: nella zona industriale di Olbia possiede i Cantieri di Olbia (ex Cantieri Costa Smeralda); nel 1997 ha rilevato la Marina e lo Sporting di Porto Rotondo era la prima volta che dei sardi acquistavano qualcosa in Costa Smeralda. Poi seguono altri investimenti turistici: l'hotel Sporting di Porto Rotondo, l'hotel Petra Bianca a Cala di Volpe, l'hotel Marana a Marinella. A Porto Rotondo hanno anche la Marina ed i porti di Marana, Cala Bitta, Bosa e il Portus Karalis a Cagliari, e ci sono tre progetti approvati per ampliare gli hotel Sporting, Petra Bianca e Marana. Nell’inserto Sette del Corriere della sera anni fa si lesse “fra qualche anno, meno di una decina, il fatturato del turismo supererà quello del sughero”. E infatti, un rampollo dei Molinas, Matteo, ha una laurea in “Economia e Management del turismo”.

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