Salvemini: serve una public company
di Marco Bittau
Il presidente del Consorzio di Porto Rotondo è consulente della Regione Lombardia
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OLBIA. Arrivano da Porto Rotondo, perla gallurese del turismo in Sardegna, i primi segnali d’allarme sugli effetti disastrosi prodotti dalla crisi dei trasporti sull’industria delle vacanze. Soprattutto il tracollo Air Italy, ma anche l’incertezza sulla continuità territoriale, pesano come un macigno sul borgo di lusso alle porte di Olbia che conta alcune migliaia di proprietari consorziati e altrettanti turisti stagionali. Tutti o quasi rigorosamente aereo-dipendenti.
«Lo scenario è a dir poco preoccupante – dice il presidente del Consorzio di Porto Rotondo, Leonardo Salvemini, avvocato e giurista di fama internazionale, già assessore regionale in Lombardia – pensiamo prima di tutto ai nostri consorziati, ma la dimensione del disastro che si sta profilando all’orizzonte è molto più ampia. A Porto Rotondo, infatti, trascorrono le vacanze turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Non proprietari consorziati, ma normali turisti che alloggiano negli hotel o che affittano case per l’estate. C’è poi l’indotto, cioè tante imprese e con tantissime persone che lavorano a Porto Rotondo nel settore turistico ma anche nei servizi e nelle manutenzioni». «Insomma – precisa ancora il presidente del Consorzio – c’è un intero sistema economico che rischia di saltare con danni gravissimi in termini di occupazione e di impoverimento del territorio e di tutta la Sardegna. Di fronte a questo scenario la pubblica amministrazione, di qualunque grado, non può restare alla finestra ma deve responsabilmente farsi carico di ogni possibile soluzione».
Certo è che la questione trasporti (aerei e navi) da almeno un decennio è diventata una spina nel fianco di Porto Rotondo. Adesso la liquidazione di Air Italy è la classica goccia che fa traboccare il vaso. Una partita che, da avvocato e giurista, Leonardo Salvemini conosce bene, al punto da essere consigliere prezioso della Regione Lombardia, che insieme alla Sardegna è direttamente coinvolta del tracollo della compagnia aerea gestita dal Qatar. In vista dell’incontro di oggi a Roma, proprio Salvemini ha consegnato alla delegazione della Regione Lombardia una relazione sullo stato della vertenza e sugli scenari che si profilano all’orizzonte della liquidazione volontaria della compagnia. «A questo punto solo un intervento pubblico può evitare il peggio – dice – penso a una public company con impegnati lo Stato e le due Regioni Sardegna e Lombardia. Sarebbe una moderna e virtuosa evoluzione del regionalismo, funzionale a far fronte a una emergenza economica e occupazionale. Seppure in proporzioni diverse, Sardegna e Lombardia condividono le conseguenze della crisi Air Italy e devono necessariamente condividere anche strategie e interventi risolutivi. In questa situazione difficilmente un privato si farà avanti e dunque non ci sono altre alternative».
«Lo scenario è a dir poco preoccupante – dice il presidente del Consorzio di Porto Rotondo, Leonardo Salvemini, avvocato e giurista di fama internazionale, già assessore regionale in Lombardia – pensiamo prima di tutto ai nostri consorziati, ma la dimensione del disastro che si sta profilando all’orizzonte è molto più ampia. A Porto Rotondo, infatti, trascorrono le vacanze turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo. Non proprietari consorziati, ma normali turisti che alloggiano negli hotel o che affittano case per l’estate. C’è poi l’indotto, cioè tante imprese e con tantissime persone che lavorano a Porto Rotondo nel settore turistico ma anche nei servizi e nelle manutenzioni». «Insomma – precisa ancora il presidente del Consorzio – c’è un intero sistema economico che rischia di saltare con danni gravissimi in termini di occupazione e di impoverimento del territorio e di tutta la Sardegna. Di fronte a questo scenario la pubblica amministrazione, di qualunque grado, non può restare alla finestra ma deve responsabilmente farsi carico di ogni possibile soluzione».
Certo è che la questione trasporti (aerei e navi) da almeno un decennio è diventata una spina nel fianco di Porto Rotondo. Adesso la liquidazione di Air Italy è la classica goccia che fa traboccare il vaso. Una partita che, da avvocato e giurista, Leonardo Salvemini conosce bene, al punto da essere consigliere prezioso della Regione Lombardia, che insieme alla Sardegna è direttamente coinvolta del tracollo della compagnia aerea gestita dal Qatar. In vista dell’incontro di oggi a Roma, proprio Salvemini ha consegnato alla delegazione della Regione Lombardia una relazione sullo stato della vertenza e sugli scenari che si profilano all’orizzonte della liquidazione volontaria della compagnia. «A questo punto solo un intervento pubblico può evitare il peggio – dice – penso a una public company con impegnati lo Stato e le due Regioni Sardegna e Lombardia. Sarebbe una moderna e virtuosa evoluzione del regionalismo, funzionale a far fronte a una emergenza economica e occupazionale. Seppure in proporzioni diverse, Sardegna e Lombardia condividono le conseguenze della crisi Air Italy e devono necessariamente condividere anche strategie e interventi risolutivi. In questa situazione difficilmente un privato si farà avanti e dunque non ci sono altre alternative».
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