Lotta allo spopolamento: servono scuole, case e ospedali

La proposta di legge dell’Anci per arginare lo svuotamento delle zone interne Ecco le idee: maestro di strada, banca della terra e Università della pastorizia 

CAGLIARI. Tutti nelle città e tutti nelle coste. Niente contro il mare, niente contro i grandi centri urbani. Ma per combattere l'effetto ciambella (biscotto all'esterno e buco all'interno) da qualche parte bisogna iniziare. Le parole che fanno più paura sono denatalità e spopolamento. E allora ecco i comuni- con l'Anci a fare da apripista- che chiedono la "primavera dei paesi". Non è poesia, ma una legge quadro che nelle prossime settimane sarà depositata, come proposta, in consiglio regionale. E che potrebbe diventare, sempre come proposta, una legge di iniziativa popolare: presto inizierà la raccolta delle firme.

L'idea è quella di mettere il sardo dell'interno a suo agio a casa sua. Tutto vicino: una scuola senza accorpamenti a tavolino che allontanano gli alunni dalle lezioni. E anche gli ospedali e le cure devono essere a portata di mano. Infatti si parla di rafforzamento dei présidi di Isili, Sorgono, Muravera, Bosa, La Maddalena, Tempio, Ozieri, Lanusei, Ghilarza. Tutto per non far venire voglia di scappare dai paesi. E poi i trasporti, con un programma di investimento statale per il rafforzamento delle rete ferroviaria Sassari-Oristano-Cagliari e Olbia-Nuoro-Oristano. Per non abbandonare la campagna e andare in città o magari lontano dalla Sardegna, c’è anche un piano per valorizzare le case che ci sono e che non vengono utilizzate. Con particolare attenzione al non finito, pugno in un occhio al punto di vista estetico ma anche opportunità da sfruttare.

Stop allo spopolamento. Ma è una questione di diritti: di sopravvivenza, ma anche di salute, istruzione e di progresso economico sociale. «Baradili- ha detto il presidente dell’Anci Emiliano Deiana – ha lo stesso diritto all’esistenza di Cagliari. Ma non stiamo parlando di paesi contro città». Obiettivo: il progresso, la tutela, la valorizzazione delle comunità e delle aree interne e rurali. Con “azioni di salvaguardia del pastoralismo e del sistema agropastorale della Sardegna. Soluzioni quasi inedite per la Sardegna: dalla banca della terra per non mollare l’agricoltura, con il recupero delle terre incolte o abbandonate, al maestro di strada contro la dispersione scolastica. Un aiuto dalla tecnologia: prevista anche una piattaforma digitale per far rivivere il patrimonio edilizio abbandonato. Attenzione anche alla natalità: previste forme di tutela per le donne che si assentano per la maternità. «Non devono perdere il lavoro», ha detto Deiana. I pastori? «Un anno fa stavano buttando il latte in piazza – ha ricordato Deiana – per esaltare il loro valore sociale bisogna legare queste figure al presente e al futuro delle comunità». Una proposta che può essere anche una provocazione: «Creiamo l’università della pastorizia – ha detto – ogni stalla deve essere considerata un’aula dell’ateneo. Perché sono dei punti di erogazione di saperi e cultura: pensiamo a una collaborazione con le università di Cagliari e Sassari». Altra idea, i cantieri di comunità. In pratica la creazione di un pool intercomunale di informatici, architetti ed esperti in diversi campi per rianimare i paesi che stanno scomparendo.

Le risorse. Per alcuni interventi – ha detto Emiliano Deiana – bastano buona volontà e riorganizzazione delle risorse. Ma siamo anche in un periodo di programmazione dei fondi comunitari e c’è il piano per il sud: chiediamo l’apertura di una trattativa con il governo perché gli attuali cento milioni per la Sardegna sono davvero troppo pochi». I sindaci sono d’accordo: «Una proposta di legge visionaria – ha detto il primo cittadino di Nuoro Andrea Soddu – ma la Sardegna ha bisogno di visionari. Con proposte organiche come quelle di questo piano. E anche per la denatalità e lo spopolamento serve un nuovo piano di rinascita». Ora la parola passa ai paesi perché il testo non è definitivo. Ci saranno assemblee e possibili revisioni, ma saranno tempi veloci con un obiettivo chiaro: «Deve essere una battaglia di tutta la Sardegna».
 

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