Trasporti
Sciopero Tirrenia il 13 marzo traghetti in ritardo
CAGLIARI. I sindacati hanno proclamato per il 13 marzo uno sciopero nazionale contro la riorganizzazione annunciata dalla compagnia di navigazione Cin-Tirrenia, che prevede la chiusura delle sedi...
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CAGLIARI. I sindacati hanno proclamato per il 13 marzo uno sciopero nazionale contro la riorganizzazione annunciata dalla compagnia di navigazione Cin-Tirrenia, che prevede la chiusura delle sedi amministrative di Cagliari e Napoli.
L’annuncio da parte delle segreterie di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-trasporti arriva al termine della procedura di raffreddamento che i sindacati avevano avviato al ministero del lavoro, ma poi conclusa con un nulla di fatto. Dopo il fallimento della trattativa, lo sciopero prevede che, a metà marzo, il personale amministrativo e di terra della compagnia di navigazione si fermi per l’intera giornata, mentre quelle a bordo delle navi ritardi di quattro ore le partenze, escluse quelle delle linee in continuità territoriale ed essenziali.
Secondo le tre sigle sindacali, le decisioni dell’azienda continuano a essere ingiustificabili e seguono, dopo pochi mesi, quelle con cui Cin-Tirrenia aveva deciso di accentrare alcune attività per ridurre i costi. Però, scrivono in un comunicato le segreterie nazionali, «la verità è che non esiste un piano industriale da parte della compagnia di navigazione e quindi è nostro dovere vigilare e promuovere tutte le azioni utili a salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori, ma soprattutto il loro lavoro, che oggi appare fortemente in discussione a causa di una riorganizzazione destinata solo a impoverire i territori e il loro tessuto produttivo».
L’annuncio da parte delle segreterie di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-trasporti arriva al termine della procedura di raffreddamento che i sindacati avevano avviato al ministero del lavoro, ma poi conclusa con un nulla di fatto. Dopo il fallimento della trattativa, lo sciopero prevede che, a metà marzo, il personale amministrativo e di terra della compagnia di navigazione si fermi per l’intera giornata, mentre quelle a bordo delle navi ritardi di quattro ore le partenze, escluse quelle delle linee in continuità territoriale ed essenziali.
Secondo le tre sigle sindacali, le decisioni dell’azienda continuano a essere ingiustificabili e seguono, dopo pochi mesi, quelle con cui Cin-Tirrenia aveva deciso di accentrare alcune attività per ridurre i costi. Però, scrivono in un comunicato le segreterie nazionali, «la verità è che non esiste un piano industriale da parte della compagnia di navigazione e quindi è nostro dovere vigilare e promuovere tutte le azioni utili a salvaguardare le lavoratrici e i lavoratori, ma soprattutto il loro lavoro, che oggi appare fortemente in discussione a causa di una riorganizzazione destinata solo a impoverire i territori e il loro tessuto produttivo».
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