sanitÀ
Fisioterapia, i medici: sì ai nuovi criteri
I fisiatri: la delibera della giunta fa chiarezza su ruoli e competenze
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SASSARI. Per Simfer Sardegna, società italiana di medicina fisica e riabilitativa, la delibera della giunta che ha modificato i criteri per l’accreditamento degli studi di fisioterapia, imponendo la presenza di un medico specialista in fisiatria durante l’apertura al pubblico e le terapie, «non fa altro che ottemperare, con gravissimo ritardo, a quanto imposto dal Consiglio di Stato, limitandosi a riportare pedissequamente i passaggi della sentenza, con i quali il Consiglio era intervenuto per “correggere” il precedente deliberato che disciplina l’apertura degli studi professionali dei fisioterapisti e prevedeva la possibilità in tali studi, non medici, di effettuare prestazioni riabilitative con l’ausilio di apparecchiature elettromedicali, senza alcuna considerazione dei rischi per la salute del paziente, connesso al loro utilizzo in ambiente privo della presenza del fisiatra». La Simfer sottolinea che «i nuovi Lea hanno previsto che debba essere proprio il fisiatra il responsabile del team che deve prendere in carico la persona da riabilitare e redigere per questa un appropriato progetto riabilitativo individuale. Da parte sua, il fisioterapista acquisisce il titolo di dottore in fisioterapia dopo un corso di studi di tre anni, che gli consente di ottenere una preparazione adeguata per l’importante compito di predisporre e attuare il conseguente protocollo terapeutico rieducativo funzionale. Con questa delibera, quindi, non si è fatto altro che apportare chiarezza su ruoli e competenze di ciascuno in ambito riabilitativo». Nei giorni scorsi il Pd aveva chiesto il ritiro della delibera, perché, a suo dire, penalizza i fisioterapisti.
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