Liberati i sardi “ostaggi” sulla nave da crociera
di Silvia Sanna
Via libera allo sbarco in Messico per la Msc: nessun infetto a bordo, solo influenza stagionale
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SASSARI. Quattro giorni in mezzo al mare, in balìa di una psicosi ingiustificata che ha rovinato la loro vacanza da sogno. Solo venerdì sera alle 23.30 (ora locale) è arrivata l’autorizzazione allo sbarco e i 4850 passeggeri della Meraviglia, nave da crociera della Msc a spasso tra l’Oceano Atlantico e il golfo del Messico, hanno potuto toccare la terraferma. Tra loro 335 italiani e 5 sardi: una coppia di fidanzati sassaresi, una donna di Oristano in vacanza con il marito di Treviso e un’altra coppia di cagliaritani, tutti bloccati sino a quel momento a bordo per un sospetto caso di coronavirus. Ci sono voluti quattro giorni per accertare che in realtà quella del marinaio filippino imbarcato a Manila era una banale influenza di stagione. Sono state le autorità sanitarie messicane, salite sulla nave venerdì a fine mattinata, a dare il via libera al proseguo della vacanza. Appena in tempo, perché nel frattempo la tensione a bordo era salita alle stelle, con un gruppo di passeggeri esasperati che se l’è presa con l’equipaggio, colpevole secondo loro di trattenerli come se fossero prigionieri. «E oltre a questo – racconta Silvia, 33 anni, commessa di Sassari – avevamo paura di trovare un brutto clima anche sull’isola di Cuzumel: alcuni cittadini messicani, venuti a conoscenza che a bordo poteva esserci una persona colpita da coronavirus, hanno manifestato sul molo sventolando cartelli con scritto “no ai croceristi con la mascherina”. Io e il mio fidanzato abbiano preferito aspettare prima di scendere». Quella nell’isoletta messicana era la terza tappa del viaggio, ma in realtà è stata la prima vera sosta perché i passeggeri non sono potuti sbarcare né in Giamaica né alle isole Caiman, nonostante la Farnesina, chiamata in causa dai passeggeri italiani «avesse escluso il contagio da coronavirus – dice Silvia – ma le nostre richieste non hanno avuto risposta. Inutilmente abbiamo chiesto di vedere il bollettino medico. E nessuno è stato in grado di dirci se sul paziente era stato eseguito il tampone. Un silenzio vergognoso». Polemiche anche sui rimborsi: «Ci hanno detto che ci sarà restituito l’importo speso per la crociera, ma non quello per il cibo e soprattutto i voli per arrivare a Miami. Insomma una beffa. Ora – conclude Silvia – non vediamo l’ora di tornare a casa».
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