Coronavirus, sardi bloccati all’estero: intervengono i sindaci
Anziani e minori tra i cittadini che chiedono aiuto. Tramite l’Anci è nata una rete di supporto alla Regione
SASSARI. La costante è il mare, le variabili sono le priorità. Rientrare in Sardegna non è mai stato così difficile: il sistema delle autorizzazioni regionali è poco rodato e fatica a risolvere in tempi accettabili i problemi dei sardi bloccati all’estero. Ad aggiungere tempo al tempo c’è anche la necessità del vaglio di ogni richiesta da parte della Presidenza della Regione. E così capita che ci siano persone bloccate in Corsica da una settimana che attendono il via libera dalla Regione per rientrare in Sardegna e persone che sono molto più lontane, ma che hanno già ricevuto il nulla osta al rientro. Il merito di aver trovato una scorciatoia in una situazione così complicata è della rete dei sindaci che, tramite l’Anci, si è attivata per consentire un rimpatrio più veloce alle persone che hanno maggiori necessità.
«Non ci siamo sostituiti alla Regione ma abbiamo pensato che sarebbe stato utile dare una mano – spiega il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana –. Così i sindaci raccolgono le richieste dei sardi in difficoltà, soprattutto persone affette da patologie gravi, studenti minorenni sparsi per l’Europa e persone che hanno perso il lavoro e a cui, magari, non sono stati confermati gli alloggi, per provare ad aprire un canale di comunicazione con al Regione». Le liste vengono raccolte della direzione di Anci che è in contatto con la Regione e le recapita alla struttura che sta gestendo l’emergenza. Il sistema funziona e ha ottenuto i primi risultati ma non può essere la risposta a tutti i problemi, anche perché se nei paesi non è complicato incontrare il sindaco, anche in versione virtuale, nelle città è più difficoltoso.
Le lacune, dunque, restano. Lo dimostra la storia di un sassarese bloccato in Corsica da una settimana: «Abbiamo seguito la indicazioni della Regione e lunedì abbiamo inviato la richiesta per poter rientrare i Sardegna – spiega – ma non abbiamo ottenuto risposte. Lavoravamo in hotel che ha chiuso e, dunque, non abbiamo motivo per stare qua. Eppure, non abbiamo idea di cosa fare. Siamo stati dimenticati e come noi tanti altri sardi bloccati in Corsica da tempo».
La situazione di questo sassarese è molto simile a quella di tanti altri sardi in difficoltà. Nonostante il supporto offerto da Anci, infatti, il sistema della Regione fatica a mettersi a regime e ottenere lasciapassare non è una pratica istantanea. E nemmeno veloce. Così come comunicare con il ministero degli Esteri non è semplice. Il numero messo a disposizione dalla Farnesina è spesso occupato e le comunicazioni non esistono. Lo smarrimento, dunque, è totale perché il lasciapassare della Regione è solo uno dei problemi dato che le compagnie aree stanno gestendo l’emergenza in ordine sparso, strozzate dal blocco dei voli verso l’Italia e da una gestione del traffico dei passeggeri dettata da un’emergenza che le ha colte impreparate.
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