Ressa nei market a Sassari, i sindacati: «Chiusura alle 18»
Richiesta di Cgil, Cisl e Uil a Solinas. Assembramento davanti al Conad, interviene la polizia
SASSARI. La foto dell’assembramento ha fatto il giro dei social e in via Gramsci a Sassari è arrivata la polizia locale. Davanti al supermercato Conad una ressa disarmante: una intera città blindata in casa, restrizioni rigidissime, e poi un centinaio di persone ammassate in un piccolo piazzale, che ignorano completamente le minime distanze di sicurezza. Qualcuno ha avvisato i vigili urbani di Sassari, che sono intervenuti denunciando i titolari.
Infatti nell’ordinanza sindacale di Sassari, che riprende le direttive del decreto del Governo, sono contenute una serie di prescrizioni per gli esercizi commerciali. E cioè contingentare gli ingressi, ma anche evitare assembramenti e garantire la distanza di sicurezza. Quindi anche ciò che accade nelle immediate vicinanze dell’ingresso del supermercato, ricade nella responsabilità dei gestori. I quali avrebbero dovuto adottare dei provvedimenti o facendo intervenire delle guardie giurate, non distribuendo più numeretti, o comunque invitando i clienti ad allontanarsi. Quello di mercoledì è uno tanti casi segnalati in questi giorni.
La situazione, considerata insostenibile dal punto di vista della sicurezza, ha spinto i segretari regionali di Cgil Cisl e Uil a chiedere una nuova stretta. In una lettera al governatore Solinas, Nella Milazzo (Filcams-Cgil), Giuseppe Atzori (Fisascat Cisl) e Cristiano Ardau (Uil Tucs) sottolineano che se la maggior parte delle aziende adotta «comportamenti esemplari» ce ne sono alcune che invece non fanno rispettare regole elementari come la distanza di sicurezza tra addetto e cliente e gli assembramenti all’ingresso o all’interno delle strutture di vendita.
«Gli sforzi organizzativi e lavorativi delle aziende e dei dipendenti stanno assicurando un esemplare servizio alla collettività senza alcun pericolo circa l’impossibilità di approvvigionarsi dei prodotti alimentari», dicono i sindacati. Significa che la merce non manca e che non è necessario riempire i carrelli tutti i giorni. Non solo: «Troppi clienti nonostante i divieti, al sono scopo di poter uscire, si recano nei supermercati con l’intera famiglia, minori e anziani compresi, più volte al giorno e spesso per acquisti di modica entità».
Molto meglio, secondo i rappresentanti sindacali, stabilire restrizioni: «L’invito è disporre la chiusura alle 18 dal lunedì al sabato e la chiusura domenicale in tutto il territorio regionale». Ardau, Milazzo e Atzori sono certi che «una riduzione degli orari di vendita non creerà alcun disservizio alla collettività dando invece un contributo forte contro la diffusione del virus».
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