I docenti chiedono la teledidattica
CAGLIARI. Docenti del progetto regionale «Tutti a Iscol@» si sentono in un limbo: dal 5 marzo, il giorno della chiusura delle scuole, sono non solo fuori dalle classi, ma anche dalla teledidattica....
1 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Docenti del progetto regionale «Tutti a Iscol@» si sentono in un limbo: dal 5 marzo, il giorno della chiusura delle scuole, sono non solo fuori dalle classi, ma anche dalla teledidattica. La scuola a distanza in questi giorni di quarantena coinvolge infatti docenti di ruolo e supplenti. Ma non educatori (degli alunni disabili) e insegnanti del progetto Iscol@. «La nostra sensazione – si legge in una lettera firmata da novanta insegnanti e indirizzata alla Regione – è che sia stata dimenticata la nostra attività e la sua valenza dal ministero e più in generale dagli organi istituzionali». «Nessuno di noi ha scelto volontariamente di stare a casa – protestano – Ci siamo ritrovati obtorto collo in questa situazione, come tutti i docenti: non si comprende per quale motivo per noi non sia contemplata questa modalità». Sale la preoccupazione anche perché la partecipazione permette di acquistare punteggio nelle graduatorie nazionali e viene riconosciuta come anno di servizio in vista dei prossimi concorsi. Molti continuano a ricevere convocazioni per supplenze. Ma non è ancora chiaro se possono accettare altre opportunità. I docenti non sono soddisfatti della circolare che rimodula il progetto. E chiedono subito teledidattica, recupero delle ore perse, riconoscimento del punteggio delle graduatorie di prossimo aggiornamento, anche nel caso in cui non sia possibile fare lezione a distanza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google