La Nuova Sardegna

Case di riposo in ginocchio a Bitti è allarme: 22 positivi

di Stefania Vatieri
Case di riposo in ginocchio a Bitti è allarme: 22 positivi

La Cisl suona l’allarme: «Si tratta di bombe sanitarie e gli ospiti sono terrorizzati»  Il sindaco Ciccolini: «Subito il trasferimento dei tre negativi in un’altra struttura»

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BITTI. Nelle case di riposo della Sardegna potrebbero crearsi delle situazioni difficili da gestire nella battaglia contro la diffusione dell’epidemia. Per la Cisl pensionati ci potrebbe essere addirittura il rischio di una “bomba sanitaria”.

«Stiamo riservando particolare attenzione alle case di riposo – ha detto ieri il presidente della Regione, Christian Solinas – perché sono un punto debole, come risulta anche dall’esperienza nazionale. Stiamo portando avanti degli screening, anche con i militari. Dobbiamo raccomandare in maniera forte evitare qualsiasi visita nelle strutture per anziani».

Alberto Farina, segretario generale della Federazione Pensionati Cisl, lancia l’allarme dopo l'impennata di casi di coronavirus registrati nelle strutture residenziali per anziani. «Da quando è esplosa questa emergenza giustamente le case di riposo sono state isolate, affidate esclusivamente all'impegno e alla generosità del personale addetto all'assistenza. Gli anziani sono terrorizzati – avverte Farina – perché consapevoli, ma impotenti spettatori della morte in arrivo, lontano dai parenti e dagli affetti più cari impossibilitati, per ragioni di sicurezza sanitaria sociale, a visitarli».

Una situazione particolarmente delicata è quella della casa di riposo “Nostra segnora de su Meraculu” di Bitti dove ieri mattina una delle anziane risultata positiva e ricoverata al San Francesco è morta. L’anziana signora, ultra ottantenne, era stata ricoverata qualche giorno fa nel presidio nuorese quando le sue condizioni di salute risultavano ancora stazionarie, ma ieri mattina il quadro clinico della donna, con patologie pregresse, sembra essersi aggravato improvvisamente. Una notizia che ha scatenato il panico nella struttura dove nelle ultime ore sono esplosi anche i casi positivi tra gli anziani e il personale sanitario: sono saliti a 22 i casi risultati positivi al virus. Diciassette gli ospiti, sui 20 presenti nella casa di riposo, risultati positivi al coronavirus. Cinque invece i casi riscontrati tra i 14 operatori sanitari della struttura. Negativi i nove tamponi del personale del 118 e dei medici di base entrati in contatto con loro al momento della scoperta del primo contagio.

Attualmente risultano ricoverati all’ospedale San Francesco di Nuoro tre anziani, che avevano manifestato febbre e lieve tosse, le cui condizioni però sembrerebbero stazionarie. Gli altri ospiti della struttura, la maggior parte ultra ottantenni e ultra novantenni con altre patologie, non presentano per ora alcun sintomo. Stanno bene anche i cinque operatori sanitari positivi al virus: sono in quarantena nelle proprie abitazioni e risultano asintomatici.

«Siamo molto rammaricati e preoccupati da questa triste situazione – spiega il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini –. L’obiettivo adesso è trasferire i tre ospiti negativi in un’altra struttura e per fare questo stiamo aspettando l’autorizzazione della Protezione civile. Intanto proseguono le indagini epidemiologiche per capire come sia avvenuto il primo contagio e tracciare così i possibili contatti: la comunità è molto turbata, ma si sta mostrando matura e collaborativa. C’è molto rispetto – aggiunge –. Rimarremo con il fiato sospeso fino a quando anche l’ultimo degli anziani della casa di riposo non sarà guarito», conclude Ciccolini. Ansia anche tra i parenti degli anziani risultati positivi, con i quali non hanno contatti dal 4 marzo, quando nella struttura sono state vietate le visite con i familiari. «Ciò che sta accadendo nella casa di riposo mi terrorizza – racconta un parente di uno degli ospiti della casa di riposo di Bitti risultato positivo al Covid-19 –. Mio suocero ha quasi 96 anni e le sue condizioni di salute non sono delle migliori – spiega con un filo di voce–. Siamo in contatto con la struttura che ci aggiorna sulla situazione: per ora tutti stanno bene. Ieri l’ho sentito al telefono mi é sembrato tranquillo, un po’ inconsapevole di ciò che sta accadendo, si lamentava del fatto che non poteva uscire dalla sua stanza e che non sapeva cosa fare. Prego perché tutto si risolva per il meglio».



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