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La vita delle mamme al tempo del Covid-19

La vita delle mamme al tempo del Covid-19

Tra smart working, casa e bambini da gestire con l’aiuto dei papà. C’è preoccupazione per il futuro

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[FIRMA&LUOGO]di Alessandra Magliaro

<MC>ROMA

[TESTO]Lo smart working (e per chi non lavora c'è la grande preoccupazione per il futuro) con tutte le chat e le videochiamate dei colleghi, l'aiuto scolastico e l'accudimento dei figli, l'organizzazione della spesa tra negozi di prossimità e gli ordini online con consegna a domicilio, gli attriti per la convivenza forzata, le ansie del momento e le relazioni familiari a distanza, magari con i genitori anziani lontani: la vita al tempo del coronavirus è cambiata per tutti certamente, tanto anche per le mamme italiane chiuse a casa da settimane, ma certo non con le mani in mano. Alle prese con #iorestoacasa le ha fotografate FattoreMamma, che ha una decennale community molto attiva a cui si è rivolta per una ricerca dal 18 al 22 marzo, anticipata all'Ansa. Più di 4.600 mamme hanno raccontato la nuova vita che sperimentiamo in questo momento. «Ne è emerso un quadro di una vita familiare completamente ridefinita» racconta Jolanda Restano, imprenditrice, blogger e socia di FattoreMamma. Innanzitutto la preoccupazione che c'è, anche se si cerca di non pensarci e fare le cose giorno per giorno. C'è chi si dichiara fiduciosa, chi si sente sospesa. Le maggiori preoccupazioni delle mamme sono di gran lunga sul fronte sanitario: la paura di ammalarsi o che si ammalino le persone care è la principale (83%), ma è anche forte il pensiero per la capacità del sistema sanitario, con medici e infermieri, di riuscire a reggere l'onda d'urto (68%). C'è poi preoccupazione per le persone fragili e per l'impatto psicologico. Come ci si riorganizza in famiglia? Il 67,5% delle mamme che ha risposto ha un lavoro (incluse le donne in maternità) e, se il 22% tra le lavoratrici attive ha preso un periodo di pausa - sotto forma di congedo, ferie o altro - le altre sono ancora decisamente operative. Oltre il 42% lavora da casa cercando di gestire nel contempo i figli, tra attività, compiti, gioco e benessere fisico. Sarà per questo difficile doppio (o triplo) ruolo che lo strumento maggiormente invocato per la gestione dell'emergenza è la possibilità di un congedo retribuito, richiesto dal 47% delle intervistate, per potersi occupare più agevolmente dei figli e mettere fine a riunioni digitali interrotte dal pianto dei bimbi. «In questo nuovo ménage, anche molti papà fanno la loro parte»: se il 38,7% lavora ancora fuori casa, chi è in smart working supporta equamente nella gestione dei figli (32%), ma rimane il fronte di chi delega in toto la cura dei figli alla mamma pur lavorando da casa (18%).

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