Emergenza coronavirus, Solinas: "Daremo aiuti per la liquidità delle famiglie e delle imprese"

Il governatore della Sardegna ha fatto il punto giornaliero della situazione sanitaria e ha risposto alle domande dei giornalisti in videoconferenza

CAGLIARI. Il bilancio della lotta all'epidemia di Covid 19 e le misure economiche di prossima emanazione da parte della Regione per restituire alle famiglie la possibilità di fare la spesa con dignità e alle imprese la prospettiva di rialzarsi dalla caduta di queste settimane, sono state al centro della videoconferenza con i giornalisti cominciata alla 19.

Il presidente, reduce dalla riunione con i capigruppo, parla delle misure per affrontare l'emergenza sanitaria e anche la grande crisi che sta coinvolgendo i cittadini, "abbiamo in animo di mettere in campo misure che diano liquidità ai cittadini in tempi brevissimi per dare risposta alla richiesta che sale a seguito del tracollo di interi comparti. Penso a stagionali, precari, partite iva". "Ho chiesto questo a tutta la politica sarda, il popolo sardo ci giudicherà sulla capacità complessiva di dare risposta a queste emergenze".

E ora parliamo dell'epidemia di Covid-19. Si tratta di una patologia che ha tempi piuttosto lunghi.

La Sardegna: "Abbiamo raggiunto 722 casi. Voglio precisare: 722 racchiude l'insieme di tutti i casi accertati in Sardegna inclusi i guariti e inclusi, purtroppo, i deceduti. Dieci di questi casi a Oristano, a Nuoro 57, nel sud Sardegn 55, 101 a Cagliari città metropolitana e 486 su Sassari, con una incidenza del 67,3 per cento. Rispetto ai 722 casi, la percentuale degli operatori continua a ridursi, siamo al 20 per cento, il contenimento comincia a dare risultati".

La grande parte dei pazienti in Sardegna, il 79 per cento, è in isolamento domiciliare, il 17 per cento è ricoverato ma non in terapia intensiva.

In Italia l'isolamento domiciliare riguarda il 58 per cento, sui ricoveri il 37 per cento ha un percorso ospedaliero, in Sardegna invece siamo al 18 per cento.

Il totale dei decessi in Sardegna purtroppo arriva a 31 unità, età media di 80 anni, il rapporto sbilanciato sugli uomini, 23 uomini e 8 donne. L'analisi dei deceduti per provincia: Sassari ha il 68 per cento. Il totale dei guariti sale: 9 guariti, 15 clinicamente guariti.

Viaggiatori. Ieri 30 marzo 564 domande di partenza, oggi alle 16 ci sono state 93 partenze dalla Sardegna e 153 arrivi. Sugli imbarchi la tipologia del viaggiatori: i non residenti il 74 per cento, i flussi in corso vedono una progressiva uscita di non residenti, mentre rientrano in Sardegna lavoratori e studenti che hanno visto chiudere scuole e posti di lavoro.

La disponibilità di posti sul mercato è molto limitata, Alghero e Olbia sono aeroporti chiusi, si viaggia al minimo solo su Cagliari.

Le domande dei giornalisti. Per quanto riguarda i pazienti in uscita: stiamo acquisendo posti letto per pazienti positivi asintomatici che ora stanno a casa a contatto coi familiari, queste stesse strutture ospiteranno pazienti che hanno bisogno di una fase di completa di verifica rispetto ai test prima di rientrare in famiglia. E' stata fatta una disamina delle strutture, già stamani ci sono stati sopralluoghi.

Le bollette di Abbanoa: credo che in questo momento debbano essere posticipate.

L'area Covid al San Francesco: stiamo procedendo con gli allestimenti, siamo ancora in attesa della risposta del commissario Arcuri sull'assegnazione della Sardegna di alcuni moduli di terapia intensiva.

Per il controllo della quarantena, l'app: siamo pronti per farla partire ovunque con la modalità volontaria, stiamo chiedendo che si faccia al più presto, presto mostreremo come funziona il tracciamento volontario. Ci vuole l'adesione volontaria alla propria geolocalizzazione

Sui posti nei covid hospital: stiamo procedendo a Sassari, Olbia, presto anche a Quartu. Dal Santissima Annunziata sono cominciati i trasferimenti al Policlinico sassarese, dal Giovanni Paolo II oggi 31 marzo sono stati trasferiti i primi due pazienti al Mater.

Farmaci sperimentali: sull'uso dei farmaci sperimentali per la cura del coronavirus la posizione della Regione Sardegna è di "assoluta tutela dei pazienti e dei cittadini e di ancoraggio fermo alle indicazioni tecnico-scientifiche"."Sulle cure sperimentali sta lavorando la commissione tecnico-scientifica che abbiamo messo su con l'obiettivo di dare una prima valutazione sull'efficacia di alcuni farmaci". Il comitato è formato dal professore Stefano Vella, da Francesco Cucca, prorettore per la ricerca dell'Università di Sassari, dal farmacologo Luca Pani e da Pietro Cappuccinelli, virologo. «Lo vedremo nella relazione che consegneranno a breve - ha anticipato il governatore - L'idrossiclorochina, cioè il farmaco che sta alla base del Plaquenil, l'antimalarico testato in laboratorio al San Raffaele di Milano, sembra avere un'efficacia ugualmente importante e sicuramente con meno effetti collaterali rispetto all'Avigan, l'antivirale su cui non c'è certezza a livello di controindicazioni rispetto a un uso in quantità massicce".

Mancano i ventilatori polmonari: abbiamo fatto richiesta alla struttura commissariale a Roma di 200 respiratori, già nei primi giorni di febbraio. In questi 60 giorni non è arrivato nulla, abbiamo cominciato a sollecitare in modo forte, ora ci è stato presentato un piano di assegnazione che prevede 11 respiratori. Abbiamo cercato di acquisirne sul libero mercato, abbiamo un ordine di 16 respiratori, quindi con i 19 e i 12 di Sassari e Olbia, e i 60 probabilmente in arrivo imminente per una donazione della Fondazione Banco di Sardegna, siamo a un centinaio. Abbiamo un piano di emergenza per usare i respiratori delle sale operatorie, ma questo in uno scenario molto cupo, con un picco di contemporaneità di casi. Quindi, non avendo avuto ciò che è stato richiesto, non per creare polemiche, è un momento difficile per tutti, ci siamo dovuti orientare su soluzioni alternative.

Sulle esigenze dei cittadini che hanno bisogno di liquidità: recupereremo tutto quello che serve.

Quanto denaro occorre? Ci sono due ordini di grandezza. Uno è il sistema di aiuti per garantire liquidità per fare la spesa in famiglia, 100 milioni di euro per i prossimi due mesi, ma oltre a questo c'è da mettere in campo un grande piano per supportare le imprese. Renderemo operative le procedure per distribuire subito 110 milioni. Regione e Stato dovranno essere impegnati per favorire la ripresa il giorno dopo la fine dell'emergenza sanitaria, ci vorrà una sforzo di sistema, non escludo si debbano mettere in campo risorse per un miliardo di euro.

Quanto costano alle casse della Regione gli esperti del comitato scientifico? Esattamente niente, hanno aderito in modo volontario e li ringrazio pubblicamente.

L'interrogazione in consiglio regionale sul Mater Olbia indica alcune presunte carenze dell'ospedale, e poi: 10mila sardi hanno chiesto le dimissioni dell'assessore alla Sanità Nieddu. Sulla struttura Mater Olbia: ha 19 posti di rianimazione, sono ambienti modernissimi, noi pensiamo a una integrazione tra settore pubblico e privato, per affrontare la battaglia bisogna mettere a sistema tutto ciò che c'è in Sardegna. Per l'analisi dei tamponi: non tutti gli ospedali hanno i laboratori per i tamponi Covid. Il Mater sta cercando di reperire un macchinario per farli in house. Sull'assessore Nieddu: oggi chiunque può chiedere qualsiasi cosa, se qualcuno chiedesse le dimissioni del Papa temo otterrebbe anche quello, io credo che ci si debba porre in modo compatto, affrontare queste emergenze non è facile per nessuno, l'assessore è impegnato h24 sull'emergenza, semmai dovremmo sostenerci a vicenda. Credo che anche la politica in questo momento abbia bisogno del sostegno di tutti per andare avanti.

Sulla base di quale calcolo si parla di un miliardo di euro di risorse? Il pil della Sardegna è circa 33 miliardi di euro, l'8 per cento è il turismo, l'indotto di questo è del 6 per cento. La flessione che avremo del pil in Sardegna sarà forte, se in Italia sarà del 10 per cento qui sarà più forte. Abbiamo portato a casa un miliardo e seicento milioni per infrastutture, un altro miliardo ci vorrà per generare nuovo pil, l'introito della Regione dipende in larga misura dal gettito erariale, se il gettito erariale sarà fortemente ridimensionato per via della crisi, da oggi si deve pensare a politiche di stimolo per il tessuto economico.

 

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