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Dagli abusi edilizi sulle coste galluresi all’alluvione

Da temuto capo della Procura di Tempio a imputato eccellente in un processo per falso. La parabola gallurese di Domenico Fiordalisi è stata a dir poco controversa. Il magistrato calabrese era...

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Da temuto capo della Procura di Tempio a imputato eccellente in un processo per falso. La parabola gallurese di Domenico Fiordalisi è stata a dir poco controversa. Il magistrato calabrese era arrivato in Gallura nel 2013, proveniente da Lanusei dove si era occupato dell’omicidio

di Rosanna Fiori (Barbagia flores) e dell’inquinamento a Quirra. A Tempio, pronti via: subito in campo sul fronte degli abusi edilizi con le case abbattute a colpi di ruspa a La Maddalena. Poi l’alluvione a Olbia e qui si apre una prima crepa in tribunale. Fiordalisi rileva e stravolge l’inchiesta avviata dal pm Riccardo Rossi. Quindi la crociata contro gli abusi edilizi in Costa Smeralda. Una guerra a colpi di sequestri e dissequestri dei grandi alberghi di Porto Cervo conclusa poi con assoluzioni e archiviazioni. Di quella maxi inchiesa restano due processi che si trascinano stancamente. Lo “strappo” in tribunale a Tempio però è già consumato. Volano gli stracci e fioccano le denunce che portano all’arresto del giudice Cristiano e all’inchiesta sulla vendita all’asta di villa Ragnedda. A quel punto però, è il 2017, Domenico Fiordalisi è già giudice di Cassazione a Roma e a Tempio resta un processo per falso. Questa volta da imputato.(m.b.)

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