L’assassino confessa: trovati i corpi dei fratelli
di Gian Carlo Bulla
Marras: i Mirabello mi hanno aggredito e li ho uccisi, mio figlio non c’entra
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DOLIANOVA . I corpi di Davide e Massimiliano Mirabello, i due fratelli calabresi di 40 e 35 anni che vivevano a Dolianova, scomparsi il 9 febbraio, sono stati ritrovati ieri nelle campagne della cittadina del Parteolla dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Cagliari e della compagnia di Dolianova, guidati dal tenente colonnello Michele La Stella.
I cadaveri, straziati dagli animali selvatici e in avanzato stato di decomposizione, erano occultati in un fitto cespuglio a poche centinaia di metri dal luogo in cui è stata rinvenuta bruciata la Volkswagen Polo di proprietà di Massimiliano, l’auto a bordo della quale, in tutta fretta e visibilmente alterati, si erano allontanati dalle loro abitazioni.
Circa un mese dopo la scomparsa il Pm Gaetano Porcu, che coordina le indagini, ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere Joselito Marras, cinquantaduenne, nato a Ginevra, in Svizzera, e il figlio Michael, ventisettenne, nato a Cagliari, entrambi allevatori e residenti a Dolianova. Padre e figlio il 20 marzo sono stati poi fermati e accompagnati nella casa circondariale di Uta. Il fermo è stato confermato da Giuseppe Pintori, il giudice per le indagini preliminari, al termine dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto per via telematica. Padre e Figlio difesi nell’ordine dagli avvocati Patrizio Rovelli e Maria Grazia Monni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
La confessione. I corpi dei due fratelli sono stati ritrovati grazie alle indicazioni fornite ieri mattina da Joselito Marras, con diversi precedenti penali tra i quali lesioni personali aggravate ai danni di un suo compaesano e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. «Ieri – sottolinea l’avvocato Maria Grazia Monni, difensore di Joselito Marras – ho manifestato al dottor Gaetano Porcu, titolare delle indagini, la volontà del mio assistito di chiarire la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte dei due fratelli. Nella mattinata di ieri, dal carcere, il mio assistito ha indicato nel dettaglio i luoghi dove potevano essere recuperati i due corpi e, quindi, seguendo le sue indicazioni i carabinieri li hanno potuti ritrovare. Marras nel corso dell’interrogatorio avvenuto per via telematica ha riferito di essere stato aggredito e di essere stato costretto a difendersi. Ha escluso ogni partecipazione del figlio a questo tragico fatto». «Il ritrovamento dei corpi è la chiusura di una parentesi per i poveri familiari – ha affermato Gianfranco Piscitelli, avvocato di Caterina Mirabello, una delle tre sorelle dei fratelli uccisi (Le altre due hanno come legale l’avvocato Salvatore Sorbilli), ma tutta l’indagine per me è un nuovo capitolo. Sarò certamente presente all’autopsia e non sarà una passeggiata, viste le condizioni dei resti».
Le indagini. Sul luogo del ritrovamento si sono recati anche i carabinieri del Ris e l’anatomopatologo Roberto Demontis. Il medico legale incaricato dal pm Gaetano Porcu lunedì mattina effettuerà l’autopsia nell’istituto di medicina legale del policlinico di Monserrato, dove le salme dei due fratelli sono state trasportate. All’autopsia, oltre ai legali dei due imputati, uno dei quali è il reo confesso Joselito Marras, parteciperanno anche il medico legale Francesco De Stefano nominato dagli avvocati difensori di Michael Marras, Patrizio Rovelli e Fabrizio Rubiu. Intanto per l’uccisione dei due fratelli calabresi c’è un terzo indagato. È Stefano Mura, soprannominato “Micheletto”, quarantaduenne di Dolianova che dovrà difendersi dall’accusa di favoreggiamento. A distanza di quasi due mesi dalla loro scomparsa, dunque, si chiude il cerchio sulla sorte dei due fratelli Mirabello, uccisi dopo una lite e poi nascosti in un cespuglio nella campagne di Dolianova.
I cadaveri, straziati dagli animali selvatici e in avanzato stato di decomposizione, erano occultati in un fitto cespuglio a poche centinaia di metri dal luogo in cui è stata rinvenuta bruciata la Volkswagen Polo di proprietà di Massimiliano, l’auto a bordo della quale, in tutta fretta e visibilmente alterati, si erano allontanati dalle loro abitazioni.
Circa un mese dopo la scomparsa il Pm Gaetano Porcu, che coordina le indagini, ha iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere Joselito Marras, cinquantaduenne, nato a Ginevra, in Svizzera, e il figlio Michael, ventisettenne, nato a Cagliari, entrambi allevatori e residenti a Dolianova. Padre e figlio il 20 marzo sono stati poi fermati e accompagnati nella casa circondariale di Uta. Il fermo è stato confermato da Giuseppe Pintori, il giudice per le indagini preliminari, al termine dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto per via telematica. Padre e Figlio difesi nell’ordine dagli avvocati Patrizio Rovelli e Maria Grazia Monni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
La confessione. I corpi dei due fratelli sono stati ritrovati grazie alle indicazioni fornite ieri mattina da Joselito Marras, con diversi precedenti penali tra i quali lesioni personali aggravate ai danni di un suo compaesano e detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. «Ieri – sottolinea l’avvocato Maria Grazia Monni, difensore di Joselito Marras – ho manifestato al dottor Gaetano Porcu, titolare delle indagini, la volontà del mio assistito di chiarire la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte dei due fratelli. Nella mattinata di ieri, dal carcere, il mio assistito ha indicato nel dettaglio i luoghi dove potevano essere recuperati i due corpi e, quindi, seguendo le sue indicazioni i carabinieri li hanno potuti ritrovare. Marras nel corso dell’interrogatorio avvenuto per via telematica ha riferito di essere stato aggredito e di essere stato costretto a difendersi. Ha escluso ogni partecipazione del figlio a questo tragico fatto». «Il ritrovamento dei corpi è la chiusura di una parentesi per i poveri familiari – ha affermato Gianfranco Piscitelli, avvocato di Caterina Mirabello, una delle tre sorelle dei fratelli uccisi (Le altre due hanno come legale l’avvocato Salvatore Sorbilli), ma tutta l’indagine per me è un nuovo capitolo. Sarò certamente presente all’autopsia e non sarà una passeggiata, viste le condizioni dei resti».
Le indagini. Sul luogo del ritrovamento si sono recati anche i carabinieri del Ris e l’anatomopatologo Roberto Demontis. Il medico legale incaricato dal pm Gaetano Porcu lunedì mattina effettuerà l’autopsia nell’istituto di medicina legale del policlinico di Monserrato, dove le salme dei due fratelli sono state trasportate. All’autopsia, oltre ai legali dei due imputati, uno dei quali è il reo confesso Joselito Marras, parteciperanno anche il medico legale Francesco De Stefano nominato dagli avvocati difensori di Michael Marras, Patrizio Rovelli e Fabrizio Rubiu. Intanto per l’uccisione dei due fratelli calabresi c’è un terzo indagato. È Stefano Mura, soprannominato “Micheletto”, quarantaduenne di Dolianova che dovrà difendersi dall’accusa di favoreggiamento. A distanza di quasi due mesi dalla loro scomparsa, dunque, si chiude il cerchio sulla sorte dei due fratelli Mirabello, uccisi dopo una lite e poi nascosti in un cespuglio nella campagne di Dolianova.
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