«Il 25 Aprile deve unire lo festeggerò»
Si avvicina la data del 25 aprile, anniversario della liberazione. Nella storia amministrativa e politica di Nanni Campus c’è almeno una volta in cui le porte di Palazzo Ducale sono rimaste chiuse e...
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Si avvicina la data del 25 aprile, anniversario della liberazione. Nella storia amministrativa e politica di Nanni Campus c’è almeno una volta in cui le porte di Palazzo Ducale sono rimaste chiuse e il vento delle polemiche è stato dominante. E il primo cittadino è stato accusato di essere un fascista.
«Se per quello qualcuno mi ha dato anche del nazista, senza sapere che se c’è qualcosa che odio nel mio profondo è tutto quello che ha fatto la Germania allora. E devo dire sto tornando a ripensarlo anche adesso visti gli ultimi articoli sui giornali tedeschi sui soldi europei che se dati all’Italia finiranno in mano alla mafia». Si ma il 25 aprile? «Essendo una festa nazionale dovrebbe unirci, perché deve essere anche questa buttata in politica? Cosa cambia? L’antifascismo militante, il fascismo non esiste più. Può esserci un problema di destra politica, non la fermi così. È davvero pensabile che si possa fermare l’avanzata dei sovranisti - come si definiscono - agitando il ritorno dei mussoliniani. Ho difficoltà a crederlo. Io ho festeggiato da sindaco il 25 aprile, a parte una volta. E così sarà per questi cinque anni che mi vedranno alla guida della città. In una ottica di festeggiare la liberazione dall’occupazione nazista, di festeggiare la liberazione da quello che era diventato un regime dittatoriale e come preludio a una nuova Italia che poi si è manifestata, nei mesi successivi, in una Repubblica Italiana. Questi sono i tre momenti in cui io trovo che il 25 aprile deve essere festeggiato. Ma non deve essere una festa di parte, se qualcuno cerca di impossessarsene è chiaro che qualcun altro la vede come speculazione. Deve essere davvero la festa di tutti. Non ho dubbi su questo io».
«Se per quello qualcuno mi ha dato anche del nazista, senza sapere che se c’è qualcosa che odio nel mio profondo è tutto quello che ha fatto la Germania allora. E devo dire sto tornando a ripensarlo anche adesso visti gli ultimi articoli sui giornali tedeschi sui soldi europei che se dati all’Italia finiranno in mano alla mafia». Si ma il 25 aprile? «Essendo una festa nazionale dovrebbe unirci, perché deve essere anche questa buttata in politica? Cosa cambia? L’antifascismo militante, il fascismo non esiste più. Può esserci un problema di destra politica, non la fermi così. È davvero pensabile che si possa fermare l’avanzata dei sovranisti - come si definiscono - agitando il ritorno dei mussoliniani. Ho difficoltà a crederlo. Io ho festeggiato da sindaco il 25 aprile, a parte una volta. E così sarà per questi cinque anni che mi vedranno alla guida della città. In una ottica di festeggiare la liberazione dall’occupazione nazista, di festeggiare la liberazione da quello che era diventato un regime dittatoriale e come preludio a una nuova Italia che poi si è manifestata, nei mesi successivi, in una Repubblica Italiana. Questi sono i tre momenti in cui io trovo che il 25 aprile deve essere festeggiato. Ma non deve essere una festa di parte, se qualcuno cerca di impossessarsene è chiaro che qualcun altro la vede come speculazione. Deve essere davvero la festa di tutti. Non ho dubbi su questo io».
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