La Nuova Sardegna

Tempi rapidi per gli aiuti: alle famiglie soldi in 48 ore

di Roberto Petretto
Tempi rapidi per gli aiuti: alle famiglie soldi in 48 ore

La Regione mette in campo 120 milioni. I Comuni gestiranno le domande

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SASSARI. Una boccata d’ossigeno per chi si trova in difficoltà. Un aiuto per due mesi, poi si vedrà. 800 euro al mese per nuclei familiari sino a tre persone, che i Comuni dovrebbero erogare nel giro di 48 ore sulla base di una semplice domanda e di un’autocertificazione: sono gli effetti della legge regionale 12, approvata dal consiglio e i cui effetti si dispiegano con le delibere che la Giunta Solinas ha presentato ieri. «Si tratta di un intervento di grandissima portata, 120 milioni a fronte di uno stanziamento statale di 400 milioni destinato a tutti i cittadini italiani», ha detto con malcelato orgoglio il presidente della Regione.

I beneficiari. Gli aiuti sono rivolti ai lavoratori dipendenti che abbiano perso il posto a causa del Covid-19, agli autonomi, ai titolari di partita Iva, ai commercianti e agli artigiani, a coloro che siano sprovvisti di qualsiasi reddito come gli stagionali. Gli ottocento euro sono cumulabili: chi ha già usufruito di un altro tipo di beneficio, potrà ottenere la differenza sino al raggiungimento della quota di 800 euro mensili. Il presidente Solinas ha fatto anche un’esempio: «Chi ha avuto aiuti in deroga nelle aree di crisi complessa per 400 euro, potrà ottenerne altri 400». Il beneficio è riferito a famiglie formate da un massimo di tre persone. In caso di nuclei più numerosi si avrà diritto a altri 100 euro per ogni componente in più. Un nucleo familiare di 4 persone riceverà 900 euro, uno di 5 1000 euro. Il bando è previsto in questa fase iniziale per la durata di 2 mesi, ed è possibile procrastinarne l’avvio. Ciò significa che se una famiglia prevede di attraversare un momento più difficile a partire dal mese di maggio, potrà richiedere l’intervento regionale per i mesi di maggio e giugno e non a partire da aprile. Come era stato annunciato sarà sufficiente un’autocertificazione da parte di chi presenta la domanda. Gli accertamenti sulla reale sussistenza dei requisiti richiesti saranno fatti in un secondo momento.

Soldi ai Comuni. I fondi saranno accreditati a tutti i Comuni sardi. La Regione ha diffuso i numeri della ripartizione nei maggiori centri dell’isola, sottolineando la differenza di importo tra le risorse messe in campo rispetto a quelle distribuite dallo Stato: a Cagliari andranno 5 milioni e 740mila euro (dal Governo sono arrivati 814mila euro). A Sassari 4 milioni 795mila (821 dallo Stato). A Nuoro un milione 384mila circa (230mila), a Oristano un milione 198mila (194mila), a Olbia quasi due milioni e 300mila (447mila circa), a Alghero un milione 583 (300mila).

Le risorse saranno affidate ai Comuni con questo criterio: un acconto del 20 per cento per i centri con popolazione inferiore ai 30mila abitanti; un acconto del 50 per cento per quelli con popolazione uguale o superiore ai 30mila abitanti.

L’accordo con l’Anci. Come si è arrivati alla ripartizione delle cifre per singolo Comune? Il criterio è stato individuato nella conferenza tra Regione e enti locali , ovviamente sulla base della legge approvata all’unanimità dal consiglio regionale. Dei 120 milioni disponibili il 30 per cento verrà distribuito in parti uguali, il 35 per cento in base al numero di abitanti e il 35 per cento in base al numero dei disoccupati. «Nel frattempo - dice il presidente dell’Anci, Emiliano Deiana - i Comuni mandano il monitoraggio al centesimo delle somme utilizzabili a valere sul Reis 2018 e 2019. Entro cinque giorni gli ambiti Plus che non lo hanno ancora fatto trasferiscono le risorse ai Comuni per il 2019».

Cosa succede dopo. «Mi auguro che non sia necessario prorogare l’intensità dell'aiuto - ha detto il presidente Solinas - ma siamo già al lavoro per implementarlo qualora fosse necessario. Dopo la pubblicazione sui mezzi di informazione e sul web, ciascun cittadino potrà presentare la sua domanda anche su supporto informatico o negli uffici comunali, compilare la domanda con autocertificazione, senza istruttoria e quindi senza tempi burocratici. L’aiuto sarà immediatamente disponibile in liquidità, e non sotto forma di buono spesa. Si potranno cioè acquistare beni per sé stessi o per i propri familiari, pagare bollette o farmaci, insomma per sostenere le necessità dei cittadini in qualunque tipo di bisogno».

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