La Nuova Sardegna

Con Bentu vola il turismo interno

Crisi Covid, la start up sarda punta a valorizzare l’offerta per chi resta nell’isola

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Bentu, ovvero sarà il vento delle idee a «darci la forza per spingerci fuori dal tunnel buio della pandemia». Bentu experience è soprattutto il nome suggestivo della start up tutta sarda, come i fondatori, che si occupa di turismo e non solo. Oggi è impegnata a tracciare la strada perché «l’estate non finisca in tragedia». I nuoresi Salvatore Beccu e Francesco Rusui e l’olbiese Lorenzo Murru si sono messi subito al lavoro. Da qualche giorno sulla loro piattaforma, hanno organizzato tavole rotonde e gruppi di lavoro per trovare una o più soluzioni. Con la collaborazione di professori universitari ed esperti di marketing, hanno messo a confronto imprenditori e associazioni, dando vita a un dialogo intenso e costruttivo. L’obiettivo che accomuna e accomunerà tutti i partecipanti è e sarà quello di trasformare la crisi in un’opportunità vincente. L’esordio delle dirette streaming di Bentu è stato incentrato su un tema che poche volte è stato al centro delle indagini sul fenomeno del turismo in Sardegna. Da sempre tutti si occupano di chi arriva dalla terraferma, italiana o europea, pochissimi dei 225mila sardi, che in media ogni anno trascorrono le vacanze a casa loro. Cioè: non si spostano. «Eppure proprio questa piccola fetta della platea turistica, considerata finora irrilevante e marginale, potrebbe essere invece una delle possibilità da sfruttare al meglio in una situazione di crisi», ha detto Antonio Usai, che è stato il primo relatore delle sei dirette in programma. Insegna marketing strategico all’università di Sassari, ha fondato lo spin off Tourism plus, ed ha proposto: «Perché non mettiamo in campo le strategie necessarie per aumentare questa quota di mercato interno?». Non è una idea niente male e soprattutto potrebbe ritornare utile per attenuare gli effetti negativi di un’estate in cui sarà forte il rischio che ci sia un calo verticale di arrivi e presenze nazionali e internazionali proprio a causa della post pandemia. «Ai nostri operatori, in particolare a quelli medio piccoli, – ha detto Usai – sollecito di proporre offerte variegate che convincano i sardi a trascorrere le vacanze in Sardegna». In sostanza, alle imprese è stato chiesto di dare «sfogo alla fantasia, sfruttando quel che ben conoscono, dall’ambiente all’enogastronomia, dalle tradizioni all’identità, per far scoprire ai loro conterranei la terra in cui sono nati». Il progetto potrebbe sembrare un azzardo, ma non lo è – ha aggiunto Usai – se «l’offerta destinata al potenziale turista locale, che quindi non dovrà prendere l’aereo o la nave, sarà capace di proporre emozioni da vivere all’interno di un mondo, il nostro mondo, però solo in parte conosciuto». I prossimi relatori dei tavoli di lavoro, tutti interattivi, saranno Massimiliano Cossu fondatore di Portale Sardegna, Lucio Murru, docente all’università di Sassari, Gianluigi Tiddia, esperto di marketing digitale, Gianluca Borgna general manager del gruppo Talassio Hotels, e Maurizio Orgiana di Sun&Sand Sardinia. (ua)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Tennis

Wimbledon, Sinner è ancora il re: l’azzurro batte Zverev in 4 set e conquista per la seconda volta il titolo

Le nostre iniziative