La scure di Trump si abbatte sull’Oms
di Claudio Salvalaggio
Il tycoon sospende i fondi all’organizzazione. Un coro di critiche ha accolto l’annuncio, polemiche anche in Europa
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WASHINGTON. Il mondo nuovamente contro Donald Trump, dagli alleati europei a Russia e Cina, dall'Onu a Bill Gates. Questa volta il tycoon è stato sommerso dalle critiche per aver bloccato i fondi all'Organizzazione Mondiale della Sanità, di cui gli Usa sono il primo contributore con 400-500 milioni l'anno (un decimo del bilancio), accusandola di aver insabbiato insieme alla Cina l'emergenza coronavirus causando molte più vittime, nonché di aver criticato la sua decisione di sospendere tutti i voli provenienti da quel Paese.
Una mossa temporanea, finché gli Stati Uniti avranno completato la loro indagine sulle responsabilità dell'Oms e sulla sua volontà di autoriformarsi, ma che colpisce nel pieno della pandemia una delle principali organizzazioni di quel sistema multilaterale tanto avversato dal presidente americano, con ripercussioni prima di tutto sui Paesi più poveri. E questo alla vigilia della video conferenza con i leader del G7 in cui domani Trump - dopo aver piazzato la sua firma sugli assegni del pacchetto di aiuti agli americani rompendo il protocollo anche a costo di ritardarne l'invio - pretende di coordinare le risposte nazionali alla pandemia.
Il primo a reagire è stato Antonio Guterres, segretario generale dell'Onu, da cui dipende l'agenzia speciale per la salute: «Non è il momento di ridurre le risorse per le operazioni dell'Oms o di qualsiasi altra organizzazione umanitaria nella lotta contro il coronavirus. Ora è il momento dell'unità perché la comunità internazionale lavori insieme in solidarietà per fermare questo virus e le sue conseguenze dirompenti». Poi è toccato a Russia e Cina. «Segno di un approccio egoista», ha osservato Mosca, sottolineando come «i politici americani cercano sempre di trovare un colpevole»: la Cina e l'Oms per la pandemia, la Russia per la sconfitta di Hillary Clinton. Mentre Pechino si è detta «seriamente preoccupata» e ha invitato gli Usa «ad adempiere ai loro doveri».
Si è fatta sentire anche l'Ue con l'Alto rappresentante Josep Borrell: «Non c'è ragione che giustifichi questa mossa, in un momento in cui gli sforzi» dell'organizzazione «sono necessari più di sempre per contribuire a contenere e mitigare la pandemia». Posizione ribadita da varie capitali europee, tra cui Parigi, Berlino e Londra, mentre l'Unione Africana ha definito «deplorevole» la decisione Usa.
Perfino il governo britannico dell'alleato Boris Johnson, in convalescenza dopo il ricovero in ospedale per coronavirus, ha preso le distanze dall'annuncio di Trump pur senza criticarlo direttamente. «La nostra posizione è che il Regno Unito non intende tagliare i fondi all'Oms, la quale ha un ruolo guida importante da svolgere nella risposta globale» alla pandemia in atto, ha tagliato corto un portavoce di Downing Street, nel briefing quotidiano seguito al consiglio ristretto di gabinetto guidato dal ministro degli Esteri, Dominic Raab, supplente di Johnson. Incalzato da alcuni giornalisti a criticare l'amministrazione americana, il portavoce ha poi ripetuto: «Posso solo definire la posizione del Regno Unito, e cioè che non abbiamo in programma d'interrompere i finanziamenti all'Oms».
L'Organizzazione mondiale della Sanità dal canto suo ha cercato di smorzare le polemiche tendendo la mano a Washington: «Gli Usa sono stati a lungo generosi amici dell'Oms e speriamo che continuino ad esserlo», ha commentato il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, dicendosi dispiaciuto e rilanciando l'unità nella lotta al virus. «Non c'è tempo da perdere, l'unica preoccupazione dell'Oms è salvare vite» e fermare la pandemia, ha aggiunto. Ma Trump è stato attaccato anche in patria. E non solo dai democratici, che gli rimproverano di provare «a scaricare la colpa dei suoi fallimenti», ma anche dal filantropo Bill Gates: «Arrestare finanziamenti per l'Organizzazione mondiale della sanità durante una crisi sanitaria mondiale è pericoloso come sembra. Il loro lavoro sta rallentando la diffusione del Covid-19 e se tale lavoro viene interrotto nessun'altra organizzazione può sostituirli. Il mondo ha bisogno dell'Oms adesso più che mai». I suoi detrattori lo accusano di aver sospeso i fondi solo per individuare un capro espiatorio su cui scaricare la colpa di responsabilità molto simili alle sue in un Paese diventato il primo al mondo per morti (più di 26 mila) e contagiati (oltre 610 mila): sottovalutazione dei rischi, ritardi, misure poco efficaci. Senza dimenticare che il capo della Casa Bianca ha più volte elogiato il suo collega cinese Xi Jinping, scegliendo la stessa linea conciliante verso Pechino che ora rimprovera all'Oms.
Una mossa temporanea, finché gli Stati Uniti avranno completato la loro indagine sulle responsabilità dell'Oms e sulla sua volontà di autoriformarsi, ma che colpisce nel pieno della pandemia una delle principali organizzazioni di quel sistema multilaterale tanto avversato dal presidente americano, con ripercussioni prima di tutto sui Paesi più poveri. E questo alla vigilia della video conferenza con i leader del G7 in cui domani Trump - dopo aver piazzato la sua firma sugli assegni del pacchetto di aiuti agli americani rompendo il protocollo anche a costo di ritardarne l'invio - pretende di coordinare le risposte nazionali alla pandemia.
Il primo a reagire è stato Antonio Guterres, segretario generale dell'Onu, da cui dipende l'agenzia speciale per la salute: «Non è il momento di ridurre le risorse per le operazioni dell'Oms o di qualsiasi altra organizzazione umanitaria nella lotta contro il coronavirus. Ora è il momento dell'unità perché la comunità internazionale lavori insieme in solidarietà per fermare questo virus e le sue conseguenze dirompenti». Poi è toccato a Russia e Cina. «Segno di un approccio egoista», ha osservato Mosca, sottolineando come «i politici americani cercano sempre di trovare un colpevole»: la Cina e l'Oms per la pandemia, la Russia per la sconfitta di Hillary Clinton. Mentre Pechino si è detta «seriamente preoccupata» e ha invitato gli Usa «ad adempiere ai loro doveri».
Si è fatta sentire anche l'Ue con l'Alto rappresentante Josep Borrell: «Non c'è ragione che giustifichi questa mossa, in un momento in cui gli sforzi» dell'organizzazione «sono necessari più di sempre per contribuire a contenere e mitigare la pandemia». Posizione ribadita da varie capitali europee, tra cui Parigi, Berlino e Londra, mentre l'Unione Africana ha definito «deplorevole» la decisione Usa.
Perfino il governo britannico dell'alleato Boris Johnson, in convalescenza dopo il ricovero in ospedale per coronavirus, ha preso le distanze dall'annuncio di Trump pur senza criticarlo direttamente. «La nostra posizione è che il Regno Unito non intende tagliare i fondi all'Oms, la quale ha un ruolo guida importante da svolgere nella risposta globale» alla pandemia in atto, ha tagliato corto un portavoce di Downing Street, nel briefing quotidiano seguito al consiglio ristretto di gabinetto guidato dal ministro degli Esteri, Dominic Raab, supplente di Johnson. Incalzato da alcuni giornalisti a criticare l'amministrazione americana, il portavoce ha poi ripetuto: «Posso solo definire la posizione del Regno Unito, e cioè che non abbiamo in programma d'interrompere i finanziamenti all'Oms».
L'Organizzazione mondiale della Sanità dal canto suo ha cercato di smorzare le polemiche tendendo la mano a Washington: «Gli Usa sono stati a lungo generosi amici dell'Oms e speriamo che continuino ad esserlo», ha commentato il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, dicendosi dispiaciuto e rilanciando l'unità nella lotta al virus. «Non c'è tempo da perdere, l'unica preoccupazione dell'Oms è salvare vite» e fermare la pandemia, ha aggiunto. Ma Trump è stato attaccato anche in patria. E non solo dai democratici, che gli rimproverano di provare «a scaricare la colpa dei suoi fallimenti», ma anche dal filantropo Bill Gates: «Arrestare finanziamenti per l'Organizzazione mondiale della sanità durante una crisi sanitaria mondiale è pericoloso come sembra. Il loro lavoro sta rallentando la diffusione del Covid-19 e se tale lavoro viene interrotto nessun'altra organizzazione può sostituirli. Il mondo ha bisogno dell'Oms adesso più che mai». I suoi detrattori lo accusano di aver sospeso i fondi solo per individuare un capro espiatorio su cui scaricare la colpa di responsabilità molto simili alle sue in un Paese diventato il primo al mondo per morti (più di 26 mila) e contagiati (oltre 610 mila): sottovalutazione dei rischi, ritardi, misure poco efficaci. Senza dimenticare che il capo della Casa Bianca ha più volte elogiato il suo collega cinese Xi Jinping, scegliendo la stessa linea conciliante verso Pechino che ora rimprovera all'Oms.
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