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ECONOMIA 

Lagarde: «La Bce è pronta a tutto»

Lagarde: «La Bce è pronta a tutto»

In arrivo un nuovo impulso al credito dalla Banca Centrale Europea

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[FIRMA&LUOGO]di Domenico Conti

<MC>ROMA

[TESTO]Una Bce «pronta a fare qualunque cosa necessaria» contro lo shock che la pandemia ha inflitto all'Eurozona. Christine Lagarde, la numero uno dell'Eurotower, mette in conto che toccherà a Francoforte fare da rete di protezione ai Paesi in difficoltà mentre i governi si confrontano sulla risposta di bilancio europea. Lagarde - intervenuta a distanza alla riunione di primavera del Fmi con un appello alla governance globale e a quella europea - ha sul tavolo gli oltre 1.000 miliardi di euro di nuove misure varate dalla Bce in risposta al coronavirus: spinta senza precedenti al credito bancario per famiglie e imprese in crisi da «lockdown», con l'ulteriore mossa di oggi che riduce i requisiti di capitale a copertura dei rischi di mercato; espansione del quantitative easing preesistente; nuovo programma per l'emergenza pandemica da 750 miliardi di euro, il «Pepp». L'allarme lanciato dal Fmi, che prefigura il peggior crollo della crescita globale dai tempi della Grande Depressione, fa dire all'ex direttrice generale poi passata alla Bce che questa è pronta ad aumentare dimensioni e durata degli acquisti, a valutare ogni scenario e ogni azione. È un impegno a dare liquidità all'economia, e tempo ai governi nello scenario complicatissimo non tanto e non solo della crisi attuale, ma del «dopo». L'Eurozona vedrà gonfiarsi i debiti pubblici, con l'Italia che, pur non essendo sola, rappresenta l'elefante nella cristalleria con un rapporto debito/Pil previsto dal Fmi quest'anno al 155,5%. La Bce ha spinto sull'acceleratore del Qe comprando ancora più debito italiano di prima: dal bilancio di Bankitalia è possibile conteggiare, per il solo mese di marzo, 11,9 miliardi di Btp comprati col vecchio «Pspp» e 3,7 miliardi col nuovo «Pepp»: gli acquisti di Btp ammonterebbero al 35% e 24% del totale rispettivamente, deviando massicciamente rispetto alla quota italiana del 16% nel capitale della Bce. Eppure lo spread italiano, volato mercoledì fino a 240 e ieri in frenata a 230, segnala alta tensione: gli investitori già guardano avanti. Il «Pepp» è temporaneo, si esaurisce a fine anno, o comunque superato lo shock della pandemia. Allora si presenterà uno scenario difficilissimo, in cui l'unica rete di protezione per i Btp rischia di essere l'Omt, il «bazooka» di Draghi che presuppone l'attivazione del Mes, il «salva-Stati» politicamente tossico in Italia.

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