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[EMPTYTAG]I malati di tumore temono l’infezione 2 su 10 senza cure

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Fermi gli screening, ridotte le terapie, le operazioni chirurgiche e i controlli non urgenti. Le conseguenze della pandemia si riflettono anche sui malati oncologici. Sono oltre un milione le persone...

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Fermi gli screening, ridotte le terapie, le operazioni chirurgiche e i controlli non urgenti. Le conseguenze della pandemia si riflettono anche sui malati oncologici. Sono oltre un milione le persone che stanno affrontando le cure per tumore in Italia e, dall'inizio dell'emergenza, due su dieci hanno saltato i trattamenti di radio e chemioterapia previsti, per timore di venir contagiati dal Sars-Cov-2 in ospedale. «Il nostro Paese sta affrontando una crisi sanitaria di proporzioni enormi, che ha messo a dura prova le sue risorse umane e strutturali», spiega Giordano Beretta, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e responsabile dell'Oncologia Medica presso l'Humanitas Gavazzeni di Bergamo, dove, solo nel mese di marzo sono stati ricoverati circa 500 pazienti Covid. Da noi, ha ricordato, «l'emergenza ha assunto le dimensioni di un vero e proprio tsunami: le sale operatorie sono state convertite in terapie intensive, abbiamo introdotto il Day hospital con triage telefonico, impiegato i medici oncologici in reparti Covid, sospeso l'attività ambulatoriale e siamo entrati in un'ottica di teleconsulto con i pazienti oncologici». Le ripercussioni dell'emergenza coronavirus, però, sono andate ben oltre i confini della Lombardia, e hanno riguardato tutto il Paese. Un milione e 190mila persone con diagnosi di tumore, infatti, necessitano di cure costanti e vivono ora una doppia sfida: resistere al Sars-Cov-2 e combattere il cancro. Per loro, il rischio di ospedalizzazione per coronavirus, ha ricordato Francesco Cognetti, presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro, «è superiore di circa 4 volte rispetto a malati non oncologici e il 17% delle persone che muoiono a seguito di complicanze del Covid-19 sono pazienti oncologici».

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